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Lavorare di notte fa invecchiare prima: lo studio sull’orologio circadiano delle cellule muscolari

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Lavorare di notte fa invecchiare prima

Lavorare di notte fa invecchiare prima | Pixabay @dikushin - alanews

Redazione di Redazione

L’orologio circadiano delle cellule muscolari influisce sull’invecchiamento muscolare. Uno studio del King’s College di Londra dimostra che il lavoro a turni altera questo orologio, accelerando l’insorgere della sarcopenia

Recenti ricerche condotte dal King’s College di Londra hanno gettato nuova luce sull’impatto del lavoro notturno sulla salute muscolare e sull’invecchiamento. Pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), lo studio rivela che le cellule muscolari possiedono un orologio circadiano interno che regola la produzione e la degradazione delle proteine, operazioni cruciali per il mantenimento della salute muscolare. L’alterazione di questo orologio biologico, tipica di chi lavora a turni, può portare a un processo di invecchiamento accelerato delle cellule muscolari.

L’importanza dell’orologio circadiano

Gli scienziati hanno condotto i loro esperimenti su pesci zebra, organismi ideali per la ricerca grazie alle loro membrane muscolari trasparenti, che consentono un’osservazione dettagliata al microscopio. Manipolando il loro orologio biologico attraverso la sovraespressione di una proteina malfunzionante, i ricercatori hanno monitorato per due anni i pesci, confrontandoli con un gruppo di controllo. I risultati sono stati sorprendenti. I pesci privati di un orologio muscolare funzionante mostravano segni evidenti di invecchiamento precoce: erano più piccoli, pesavano meno e nuotavano con minore frequenza e a velocità ridotta, condizioni simili alla sarcopenia riscontrata negli esseri umani.

Turnover proteico e invecchiamento muscolare

L’invecchiamento muscolare è ulteriormente spiegato attraverso il concetto di turnover proteico, il processo che regola la sintesi e la degradazione delle proteine all’interno delle cellule. Durante il riposo notturno, l’orologio biologico muscolare svolge un ruolo critico nella degradazione delle proteine difettose accumulate durante il giorno. La ricerca ha dimostrato che questa eliminazione notturna è essenziale per mantenere la funzionalità muscolare, suggerendo che l’accumulo di proteine difettose, causato da ritmi circadiani disturbati, contribuisca al declino muscolare osservato nei pesci con orologio muscolare non funzionante.

Implicazioni per la salute umana

Le implicazioni di questo studio si estendono oltre il mondo animale, ponendo interrogativi importanti per gli esseri umani, in particolare per coloro che lavorano a turni, soprattutto di notte. È stato documentato che le persone con orari di lavoro irregolari affrontano diversi problemi di salute, tra cui un aumento del rischio di sarcopenia. La ricerca ha dimostrato che l’interruzione dei ritmi circadiani, comune nel lavoro a turni, potrebbe accelerare il processo di invecchiamento muscolare. “Comprendere come l’interruzione dei ritmi circadiani contribuisca alla sarcopenia è cruciale per sviluppare strategie che migliorino la salute e il benessere dei lavoratori su turni”, affermano gli autori dello studio.

Inoltre, studi precedenti hanno dimostrato che il lavoro notturno è associato a squilibri metabolici e a un aumento del rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari, come il diabete e l’obesità. Non solo i muscoli ne risentono, ma anche la salute mentale, con un incremento significativo del rischio di ansia e depressione. Pertanto, la necessità di affrontare gli effetti del lavoro a turni diventa sempre più urgente, specialmente in un mondo in cui la flessibilità lavorativa è in crescente espansione.

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