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Il Giappone dice addio a DeepSeek: il divieto nei ministeri sorprende tutti

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L'applicazione Deepseek

L'applicazione Deepseek | EPA/SALVATORE DI NOLFI - Alanews.it

Redazione di Redazione

Il governo giapponese ha recentemente invitato tutti i dipendenti dei ministeri e delle agenzie governative ad astenersi dall’utilizzare l’app di intelligenza artificiale (IA) DeepSeek, sviluppata da una startup cinese. Questa decisione è stata presa a causa delle preoccupazioni relative alla gestione delle informazioni personali da parte della società. L’annuncio è stato fatto dal capo di gabinetto Yoshimasa Hayashi durante una conferenza stampa, coincidente con la partenza del Primo Ministro Shigeru Ishiba per un vertice negli Stati Uniti assieme al presidente Donald Trump.

Le preoccupazioni sulla privacy

La decisione del governo giapponese si inserisce in un contesto globale di crescente attenzione verso la privacy dei dati e la sicurezza delle informazioni. DeepSeek, che ha rapidamente guadagnato popolarità diventando l’app più scaricata sull’App Store, ha attirato l’attenzione non solo in Giappone, ma anche tra gli alleati degli Stati Uniti. Le preoccupazioni riguardanti la gestione dei dati personali sono amplificate dal fatto che DeepSeek è una società cinese, un aspetto che suscita diffidenza nei paesi occidentali a causa delle politiche governative cinesi riguardo alla sorveglianza e alla gestione dei dati.

Durante la conferenza stampa, Hayashi ha sottolineato che tutte le istituzioni governative che intendono utilizzare applicazioni di intelligenza artificiale generativa dovranno ottenere un’approvazione preventiva. Questo processo comporta:

  1. Specificazione dell’ambito d’uso delle tecnologie IA.
  2. Chiarimento degli scopi d’uso.
  3. Promozione della trasparenza e della regolamentazione.

Le istituzioni competenti, secondo Hayashi, lavoreranno in sinergia per affrontare la questione delle intelligenze artificiali, inclusa l’app DeepSeek.

Un contesto internazionale di preoccupazione

Le azioni del Giappone non sono un caso isolato: anche altri paesi come Corea del Sud, Taiwan e Australia hanno adottato misure simili. In Italia, il Garante della privacy ha richiesto informazioni all’app cinese per chiarire diversi aspetti legati al trattamento dei dati personali degli utenti e sui potenziali rischi per milioni di cittadini italiani.

Questa crescente cautela nei confronti delle applicazioni di intelligenza artificiale è anche il riflesso di una battaglia geopolitica più ampia per il dominio tecnologico. Gli Stati Uniti e la Cina sono i due principali attori in questo scenario, con Washington che ha tentato di limitare le vendite di chip avanzati alle imprese cinesi, riconoscendo l’importanza strategica della tecnologia e dell’IA.

DeepSeek: Un’innovazione controversa

L’app DeepSeek, nonostante le sue origini cinesi e le preoccupazioni associate, ha dimostrato prestazioni superiori rispetto a concorrenti ben più consolidati, come ChatGPT. Ciò è dovuto in parte ai costi di sviluppo relativamente contenuti rispetto alle enormi somme investite da aziende statunitensi. Gli analisti suggeriscono che questa situazione rappresenti solo l’inizio di una competizione intensa tra Stati Uniti e Cina nel settore dell’intelligenza artificiale.

DeepSeek ha attratto l’attenzione per la sua capacità di generare risposte e contenuti in modo efficiente, ma il suo successo ha sollevato interrogativi sulle implicazioni etiche e sulla sicurezza dei dati.

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