Caso Rupnik, Gloria Branciani: “Vogliamo la verità, non più accettabile discredito”
L’ex religiosa abusata: “Nessuno ha accolto le mie denunce fino a che non osno andata dall’arcivescovo”
CRONACA (Roma). “Abbiamo il desiderio che venga conosciuta la verità e che ci venga data visibilità per noi esistiamo, non è più accettabile di essere discreditate. Noi vogliamo che la verità includa anche questa dimensione, che si venga a conoscenza anche dei documenti di come sta andando avanti il processo al dicastero della vita religiosa. Quando io denunciai nel 1993 venne messo tutto a tacere, io non ho mai potuto parlare personalmente con dei referenti della Chiesa, io non ho potuto per esempio parlare con i gesuiti superiori, solo quando ho portato le mie dimissioni all’arcivescovo. Tutti dicevano che la relazione, siccome io ero molto sensibile, avevo frainteso io, hanno attutito il colpo per proteggere la Comunità Loyola e il centro Aletti”. Così Gloria Branciani, ex religiosa della Comunità Loyola abusata dall’ex gesuita padre Marko Rupnik insieme ad altre 20 religiose della comunità. (Marco Vesperini/alanews)
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