La Luiss ospita a Roma un seminario sulla riforma costituzionale della Magistratura proposto dai Prof. Raffaele Bifulco che ne spiega le ragioni: “Abbiamo pensato di portare agli studenti le ragioni di una parte e dell’altra affinché possano poi decidere con serenità, con pacatezza”. Enrico Grosso, che guida il fronte del “no” in vista del referendum confermativo sulla riforma della giustizia afferma: “La riforma tocca da vicino questioni che hanno molto a che fare con la vita quotidiana dei cittadini che hanno bisogno di magistrati realmente indipendenti. L’unico effetto di questa riforma è la modifica del Consiglio Superiore, non ce ne sono altri. Alla servirebbero maggiori investimenti economici, più magistrati ma soprattutto più personale amministrativo. Senza il personale amministrativo i processi sono inevitabilmente più lunghi. Senza personale amministrativo la giustizia non funziona. Occorrerebbero soldi da investire nell’informatizzazione, nel processo telematico. Servirebbero risorse che non vengono, nonostante quello che dice il Ministro, stanziate. Quando sento il Governo che comincia a suggerire alla magistratura quali reati dovrebbero essere contestati e perseguiti, io comincio a preoccuparmi”. A favore del “sì” il prof. Filippo Dinacci, docente ordinario di diritto processuale penale alla Luiss: “La ricetta giusta è l’equilibrio comportamentale. Noi vogliamo dare informazioni tecniche, uscire da una campagna elettorale che è fuori luogo, uscire da schieramenti di partito e attenerci a quelli che sono i comandi giuridici della Costituzione e di quello che ha affermato la Corte di Giustizia. E cioè che un giudice terzo e imparziale non può essere collega di una delle parti in gioco. Con il “sì” cambieranno le cose. Intanto adempiamo a un dovere costituzionale. Secondariamente adempiamo a quelli che sono gli obblighi che la Corte di Giustizia ha imposto nel caso al procuratore. In terzo luogo, a mio modo di vedere, rafforziamo le garanzie del Pubblico Ministero”
Fonte: Pasquale Luigi Pellicone - Giustizia, Grosso: "Governo suggerisce reati da perseguire inizio a preoccuparmi"





