Nel panorama globale del turismo, il fenomeno del turismo last-chance si conferma una tendenza in costante crescita, spinto dalla consapevolezza sempre più diffusa dell’impatto dei cambiamenti climatici e dall’attenzione verso le destinazioni a rischio scomparsa. Tra queste mete, città emblematiche come Venezia e New Orleans rappresentano esempi concreti di luoghi storici e culturali minacciati da fenomeni naturali e antropici, attualmente al centro di un acceso dibattito sulla sostenibilità e la responsabilità del viaggio.
Turismo last-chance: Venezia tra arte e acqua alta
Venezia, capoluogo della regione Veneto con oltre 249.000 abitanti, è universalmente riconosciuta per la sua unicità urbanistica, il patrimonio artistico e la sua storia millenaria come capitale della Serenissima Repubblica. La città è immersa in una laguna unica al mondo, dichiarata patrimonio UNESCO, ma è anche tristemente nota per il fenomeno dell’acqua alta: picchi di marea che, soprattutto tra autunno e primavera, allagano vaste aree urbane compromettendo la mobilità e mettendo a rischio la conservazione dei monumenti.
L’innalzamento del livello del mare, unito alla subsidenza naturale e alle oscillazioni meteorologiche, ha accentuato la frequenza e l’intensità di questi eventi. Nel tentativo di contrastare gli effetti più devastanti, dal 2003 è in corso il progetto MOSE, un sistema di barriere mobili che si alzano per impedire l’entrata delle acque alte nella laguna, ma la sfida resta aperta.
Il turismo last-chance a Venezia è quindi un invito a vivere un’esperienza irripetibile, immersi in un contesto storico e naturale fragile, con la consapevolezza che la città sta cambiando irreversibilmente. La sfida è bilanciare il desiderio di ammirare la Serenissima prima che certi scenari scompaiano, con la necessità di una gestione sostenibile che limiti l’impatto ambientale e preservi l’autenticità culturale.

New Orleans: la resilienza di una città tra musica e minacce ambientali
New Orleans, con i suoi 384.000 abitanti, è il cuore pulsante della Louisiana e una delle città più iconiche degli Stati Uniti, celebre per il suo patrimonio creolo, la musica jazz e il vibrante carnevale. Fondata nel 1718, la città ha attraversato una storia complessa, segnata da dominazioni francesi e spagnole, guerre, immigrazione e profonde trasformazioni sociali.
Climaticamente, New Orleans si trova in una zona subtropicale umida, esposta a precipitazioni frequenti e a una stagione degli uragani che va da giugno a novembre. Il devastante uragano Katrina del 2005 ha rappresentato un punto di svolta: l’80% della città fu sommerso a causa del cedimento degli argini sul Mississippi, con oltre 1.800 vittime e ingenti danni materiali. Da allora, importanti interventi di rafforzamento delle difese contro le inondazioni sono stati realizzati, rendendo New Orleans un simbolo di resilienza.
Il turismo last-chance qui si intreccia con la voglia di scoprire un mosaico culturale unico, fatto di musica, tradizioni creole e afroamericane, cucina e spiritualità. Quartieri come il French Quarter, il Garden District e Treme offrono un’immersione autentica in questa realtà, ma la minaccia dell’innalzamento del livello del mare e degli eventi meteorologici estremi resta un fattore critico per il futuro della città.
Il paradosso del turismo last-chance
Il turismo last-chance rappresenta un vero e proprio paradosso: da una parte attira viaggiatori animati dal desiderio di ammirare patrimoni naturali e culturali prima che scompaiano, dall’altra contribuisce, soprattutto attraverso spostamenti aerei e crocieristici, all’incremento delle emissioni di gas serra e alla pressione su ecosistemi già vulnerabili.
In città come Venezia e New Orleans, l’afflusso turistico massiccio può provocare fenomeni di overtourism, con impatti negativi su ambiente, infrastrutture e comunità locali. Per questo, cresce l’importanza di adottare pratiche di turismo sostenibile e rigenerativo: scegliere operatori certificati, limitare gli spostamenti superflui, compensare le emissioni di carbonio, rispettare le normative di accesso e contribuire alla conservazione dei luoghi visitati.
La consapevolezza del viaggiatore contemporaneo non può limitarsi a scatti fotografici da condividere, ma deve tradursi in scelte responsabili che tutelino il pianeta e le sue meraviglie, affinché anche le generazioni future possano continuare a vivere esperienze autentiche e significative.






