Bruxelles, 21 gennaio 2026 – Il Parlamento europeo ha annunciato la sospensione dell’intesa commerciale sui dazi con gli Stati Uniti, in una mossa che segna un’importante fase di stallo nelle relazioni economiche tra le due sponde dell’Atlantico. La decisione è stata ufficializzata dal presidente della commissione commercio internazionale dell’Eurocamera, Bernd Lange, nel corso di una conferenza stampa a Strasburgo, confermando quanto anticipato dal leader del gruppo Ppe, Manfred Weber.
Pressioni politiche e minacce da Washington
La sospensione arriva in risposta alle minacce di dazi aggiuntivi avanzate dall’amministrazione Trump, che ha legato la questione delle tariffe ad una controversia geopolitica, in particolare relativa alla Groenlandia. Donald Trump ha dichiarato apertamente di voler esercitare pressione politica sull’Unione Europea affinché venga ceduto il controllo dell’isola artica, minacciando l’imposizione di dazi punitivi se i Paesi europei dovessero opporsi. Questa strategia ha scatenato una reazione compatta da parte dei principali gruppi parlamentari europei, che hanno giudicato tali azioni come un attacco alla sovranità economica e territoriale dell’Ue.
Il socialista tedesco Lange ha evidenziato che la procedura per l’approvazione dell’intesa commerciale rimarrà sospesa fino a che non sarà fatta chiarezza su queste minacce e sulla questione Groenlandia. Ha inoltre sottolineato la necessità di adottare ulteriori misure, tra cui l’applicazione dei dazi sulle liste di prodotti statunitensi congelati in seguito all’accordo di luglio, e l’attuazione dello strumento anti-coercizione, noto come “bazooka Ue”, concepito per rispondere a pressioni politiche esercitate tramite dazi o investimenti da parte di Paesi terzi.
La sospensione dell’accordo sui dazi
La decisione di sospendere la ratifica dell’accordo è stata supportata da un ampio fronte politico all’interno del Parlamento europeo, con il Ppe, i Socialisti e i Liberali che hanno concordato sulla necessità di una risposta ferma. Manfred Weber ha definito la sospensione come uno strumento potente per tutelare gli interessi europei, sottolineando che l’Ue non concederà un accesso a dazi zero al mercato unico ai prodotti americani fintanto che persisteranno le minacce statunitensi.
Sul fronte interno, la tensione cresce in vista del summit straordinario dei leader Ue convocato per giovedì sera, durante il quale si discuterà della possibile attivazione dei controdazi per un valore di 93 miliardi di euro, congelati dall’estate precedente e che potrebbero scattare dal 7 febbraio senza un intervento europeo. La presidenza della Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, insieme ai principali leader europei, sta conducendo una serie di consultazioni per definire la linea da adottare in questo delicato momento.
L’Unione europea si trova così a dover bilanciare la fermezza contro le minacce economiche statunitensi con la necessità di evitare un’escalation commerciale che potrebbe compromettere un rapporto strategico di fondamentale importanza.






