Roma, 21 febbraio 2026 – La stagione influenzale sta progressivamente rallentando in tutta Italia, con un calo costante dei casi di infezioni respiratorie acute registrati dal sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Negli ultimi sette giorni sono stati segnalati circa 472 mila casi, in diminuzione rispetto ai 531 mila della settimana precedente, confermando un trend al ribasso che dura ormai da sei settimane consecutive.
Calo dei casi di influenza, ma attenzione alle fasce più vulnerabili
I dati evidenziano che l’influenza continua a colpire in modo più marcato i bambini sotto i 4 anni, con un’incidenza di 33 casi ogni mille abitanti, quasi quattro volte superiore rispetto alla popolazione generale, che registra un tasso di 8,6 casi per mille. La riduzione dei casi coinvolge quasi tutte le regioni italiane, che hanno ormai raggiunto un livello di bassa intensità. Eccezione fa la Basilicata, attualmente in una fase di alta circolazione virale.
Il professor Giuseppe Pregliasco, noto virologo, conferma che il picco influenzale è stato superato, ma avverte che la stagione non è ancora conclusa con una stima di circa 5 milioni di casi totali. Anche gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri presentano una lieve diminuzione, sebbene si rilevi un leggero aumento tra i bambini più piccoli.

Cambiamento nella prevalenza dei virus respiratori
Il rapporto ISS sottolinea un mutamento significativo nella composizione dei virus respiratori in circolazione: i virus influenzali rappresentano ora solo il 6% dei campioni analizzati, mentre a dominare sono il virus respiratorio sinciziale (RSV), il rhinovirus e il metapneumovirus. Questi ultimi stanno prendendo il posto dell’influenza, diventando i principali responsabili delle infezioni respiratorie che si manifestano in questa fase di fine inverno.
Il professor Matteo Bassetti, esperto infettivologo, ribadisce l’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali di complicanze, come il passaggio da una semplice influenza a una polmonite, e consiglia di rivolgersi al pronto soccorso in caso di difficoltà respiratorie o febbre persistente.
Scenario futuro: nuove sfide per la stagione respiratoria
Secondo il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), sebbene l’influenza stia ormai scomparendo e si preveda la sua completa estinzione entro la fine di marzo, le malattie respiratorie non termineranno con essa. L’attenzione si sposta sul virus respiratorio sinciziale, il quale raggiungerà il suo picco tra marzo e aprile, causando ancora numerosi casi di febbre e infezioni delle vie aeree alte e basse.
Andreoni sottolinea come il cambio di stagione rappresenti un periodo critico per la diffusione di nuovi virus respiratori che continueranno a creare difficoltà fino alla primavera inoltrata, mantenendo alta la guardia sia per la popolazione generale che per i soggetti più vulnerabili.






