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Home Ultim'ora

Il 2 aprile Donald Trump annuncerà i nuovi dazi

by Redazione
1 Aprile 2025
La bandiera degli Stati Uniti

La bandiera degli Stati Uniti

Mercoledì 2 aprile, Donald Trump annuncerà nuovi dazi doganali per tutti i paesi, mirati a contrastare pratiche sleali. L’Unione Europea risponderà senza riserve, mentre il Regno Unito teme impatti negativi sul Pil. Le borse globali sono in calo.

Mercoledì 2 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atteso presso il Rose Garden della Casa Bianca per annunciare l’introduzione di nuovi dazi doganali reciproci. Questo provvedimento, che ha suscitato un notevole dibattito, mira a penalizzare i paesi che, secondo l’amministrazione statunitense, hanno adottato pratiche commerciali sleali nei confronti degli Stati Uniti. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha chiarito che ogni nazione coinvolta in accordi commerciali ritenuti iniqui dovrà aspettarsi misure punitive.

Il piano tariffario di Trump

Trump ha dichiarato che il suo piano tariffario è un passo necessario per ripristinare la giustizia commerciale, affermando che “è tempo di reciprocità” e che il suo governo intende correggere pratiche che hanno danneggiato l’economia americana per decenni. I nuovi dazi si uniranno a quelli già in vigore, come il 25% su acciaio e alluminio, che hanno già innescato risposte da parte di vari partner commerciali, compresa l’Unione Europea.

L’Unione, infatti, ha già attuato dazi del 50% su whisky, motociclette e motoscafi americani e prevede di ampliare ulteriormente la lista dei prodotti colpiti, includendo anche pollame e semi di soia. Anche il Canada ha reagito, imponendo tariffe su beni statunitensi per un valore di oltre 20 miliardi di dollari. Questo clima di tensione commerciale ha spinto paesi come Corea del Sud, Cina e Giappone a riunirsi per discutere strategie comuni per affrontare i nuovi dazi, cercando di promuovere il commercio regionale.

Impatti e reazioni globali

Un punto cruciale del discorso di Trump sarà che i nuovi dazi non colpiranno solo i paesi con i quali gli Stati Uniti hanno i maggiori squilibri commerciali. Il presidente ha dichiarato che l’applicazione dei dazi riguarderà “tutti i paesi”, ignorando le precedenti affermazioni del suo staff che si riferivano a un numero limitato di nazioni. Questa decisione potrebbe ampliare significativamente il raggio d’azione delle tariffe, creando un clima di incertezza a livello globale.

Negli ultimi giorni, Trump ha alternato toni, mostrando una certa apertura al dialogo con le nazioni disposte a negoziare. Tuttavia, il suo recente intervento ha ribadito la determinazione a procedere con misure drastiche, affermando di non essere preoccupato per l’impatto che i dazi potrebbero avere sui prezzi per i consumatori statunitensi. Secondo le stime fornite dal consigliere della Casa Bianca, Peter Navarro, l’introduzione di nuovi dazi potrebbe generare entrate per 600 miliardi di dollari all’anno per le casse statali.

Le reazioni a queste politiche non si sono fatte attendere. Economisti e analisti avvertono che l’aumento dei dazi potrebbe tradursi in un incremento dei prezzi per beni di consumo, colpendo direttamente le famiglie americane. Questo potrebbe portare a un peggioramento del potere d’acquisto e a un impatto negativo sul mercato azionario, già sotto pressione da mesi. Infatti, le borse mondiali hanno risentito dell’incertezza legata ai nuovi dazi, con le piazze asiatiche e europee che hanno registrato cali significativi.

Le prospettive per il futuro

In Europa, i leader dell’Unione hanno avvertito che una risposta decisa ai dazi americani è inevitabile. Senza “linee rosse” nelle loro contromisure, Bruxelles sta considerando l’implementazione di misure che potrebbero includere non solo dazi, ma anche restrizioni più severe sui beni americani e sull’accesso delle aziende statunitensi a contratti pubblici europei. Questo scenario complesso mette in evidenza quanto sia delicata la situazione commerciale globale, con potenziali ripercussioni su economie ben oltre i confini degli Stati Uniti.

Il Regno Unito non è esente da queste preoccupazioni. Downing Street ha espresso timore per l’impatto previsto dei nuovi dazi sull’economia britannica, con previsioni che indicano una possibile contrazione del PIL. Le autorità britanniche continuano a perseguire un accordo che possa mitigare gli effetti negativi, mentre la situazione si evolve rapidamente.

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