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Dazi di Trump: Volkswagen, Land Rover, Mercedes, BMW e Stellantis tra i più colpiti

by Redazione
27 Marzo 2025
Dazi di Trump: Volkswagen, Land Rover, Mercedes, BMW e Stellantis tra i più colpiti

Dazi di Trump: Volkswagen, Land Rover, Mercedes, BMW e Stellantis tra i più colpiti - Range Rover - Alanews.it

Il panorama automobilistico europeo si trova attualmente di fronte a un periodo di grande incertezza e preoccupazione a causa dei nuovi dazi commerciali imposti dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che entreranno in vigore il prossimo 2 aprile. Questi dazi colpiranno le automobili importate negli Stati Uniti, rappresentando una sfida significativa per i produttori europei, specialmente per quelli con una forte presenza commerciale negli “States” ma un numero limitato di stabilimenti produttivi sul suolo americano. Nel 2024, gli Stati Uniti hanno importato beni automobilistici per un valore complessivo di 474 miliardi di dollari, di cui 220 miliardi solo in automobili.

Le marche più colpite

Tra i costruttori automobilistici europei, alcuni marchi si trovano nella posizione più vulnerabile a causa della loro strategia di mercato e della loro dipendenza dalle importazioni. Ecco un elenco dei marchi più colpiti:

  1. Jaguar Land Rover: il marchio britannico, parte del gruppo indiano Tata Motors, ha il 100% dei modelli in vendita negli Stati Uniti provenienti dall’estero, rendendolo particolarmente esposto a questi nuovi dazi.
  2. Volkswagen: con l’80% delle sue vendite negli Stati Uniti costituite da veicoli importati, si trova in una situazione simile.
  3. Mercedes-Benz: segue con il 63% delle vendite provenienti dall’estero.
  4. BMW: ha un’incidenza del 52%.
  5. Stellantis: l’azienda risultante dalla fusione tra FCA e PSA ha un’incidenza del 45%.

Le ripercussioni economiche

Le conseguenze economiche di queste nuove tariffe sono già state oggetto di stime e analisi da parte degli esperti del settore. Si prevede che l’applicazione di un dazio del 25% sul valore dei veicoli importati possa comportare un costo aggiuntivo complessivo tra 3 e 3,5 miliardi di dollari per i produttori tedeschi di auto di alta gamma. Questa cifra rappresenta circa il 2% dei ricavi del gruppo BMW, mentre per Volkswagen il costo si attesta attorno all’1%. Per Porsche, il colpo sarà ancor più significativo, con un impatto del 10% sui ricavi.

Per contestualizzare, nel 2024 il gruppo Volkswagen ha esportato oltre 430.000 veicoli negli Stati Uniti, mentre il Regno Unito ha esportato circa 90.000 unità. La portata di questi dazi si riflette anche sul prezzo finale delle auto importate, che potrebbe aumentare di circa 60 miliardi di dollari. Si stima che il costo aggiuntivo per ogni unità importata possa arrivare a 7.600 dollari, oppure a 3.800 dollari se distribuito su tutti i veicoli venduti negli Stati Uniti. Questo significa che, alla fine, saranno i consumatori americani a pagare il prezzo di queste nuove politiche commerciali.

Le alternative per i costruttori

In risposta a questa situazione, i costruttori europei stanno valutando diverse strategie per mitigare l’impatto di questi dazi. Ecco alcune delle possibili soluzioni:

  1. Incremento della produzione locale: Marchi come BMW e Mercedes-Benz hanno già investito in stabilimenti produttivi negli Stati Uniti.
  2. Revisione della strategia di mercato: Per alcuni marchi, come Jaguar Land Rover, potrebbe essere necessaria una revisione completa della loro strategia.
  3. Diversificazione dell’offerta: Introducendo modelli che possano essere prodotti localmente per evitare i dazi.

Queste strategie non solo potrebbero ridurre l’impatto economico dei dazi, ma contribuirebbero anche a rafforzare la posizione di mercato delle aziende europee negli Stati Uniti.

In conclusione, la questione dei dazi imposti da Trump sulle auto importate rappresenta una sfida complessa per i costruttori automobilistici europei. Con una strategia di mercato in evoluzione e una risposta coordinata a livello politico, i produttori europei potrebbero cercare di affrontare questa nuova realtà commerciale, ma il cammino verso la stabilità rimane irto di sfide e incertezze.

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