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Home Ultim'ora

Cuba, giovane oppositore condannato a 7 anni per un post propagandistico sui social

by Redazione
26 Marzo 2025
La bandiera di Cuba

La bandiera di Cuba | Pixabay @gabrielmbulla - alanews.it

Alexander Fábregas, oppositore politico di 34 anni è stato condannato a sette anni di carcere per il reato di “propaganda contro l’ordine costituzionale”: lo riferisce l’Osservatorio cubano dei diritti umani su X

La situazione della libertà di espressione a Cuba continua a destare preoccupazioni, specialmente dopo la recente condanna di Alexander Fábregas, un giovane oppositore politico di 34 anni. Fábregas è stato condannato a sette anni di carcere per aver pubblicato post sui social media considerati “propaganda contro l’ordine costituzionale”. Questa sentenza, emessa dall’aula per i Crimini contro la sicurezza dello Stato del Tribunale provinciale di Villa Clara, mette in luce le crescenti tensioni tra il governo cubano e coloro che osano criticare il regime.

Dettagli della condanna

La condanna di Fábregas è stata pronunciata oggi, mercoledì 26 marzo 2025, sulla base di una serie di post pubblicati su piattaforme social. I giudici hanno basato la loro condanna sui messaggi pubblicati dal giovane sui social, accusandolo di aver messo in discussione “il sistema statale cubano” attraverso “video in diretta da lui stesso realizzati”. Tra i messaggi e i post incriminati figurano frasi significative come:

  1. “In piazza finché non cade la dittatura”
  2. “La disobbedienza civile è un diritto, non un crimine”

I magistrati hanno argomentato che tali affermazioni avrebbero potuto fomentare disordini sociali, nonostante i post non abbiano riscosso un’ampia interazione, con meno di 400 commenti e circa 220 reazioni, dove secondo i togati verrebbe anche “attaccato” il presidente Miguel Mario Díaz-Canel Bermúdez. Per i magistrati, i post miravano a “causare disordini sociali”. Fábregas, agli arresti da luglio 2024, era già stato detenuto in passato: aveva già scontato una condanna di nove mesi per aver incentivato e incoraggiato le proteste antigovernative avvenute in decine di città cubane l’11 e il 12 luglio 2021, quando migliaia di cubani scesero in strada per chiedere riforme politiche ed economiche, nonostante in quell’occasione non vi avesse partecipato attivamente.

Il contesto della repressione

Cuba ha una lunga storia di repressione dell’opposizione politica e della libertà di espressione. Secondo report di organizzazioni internazionali per i diritti umani, il governo cubano ha intensificato le misure di sorveglianza e controllo sui cittadini, specialmente dopo le proteste del luglio 2021. Attivisti e giornalisti indipendenti sono frequentemente soggetti a intimidazioni, arresti e violenze.

L’arresto di Fábregas è solo uno dei tanti esempi della persecuzione di chi critica il regime. La strategia del governo cubano sembra mirare a silenziare qualsiasi forma di dissenso, utilizzando il sistema giudiziario come strumento per reprimere le voci dissonanti.

Reazioni internazionali

La condanna di Fábregas ha suscitato reazioni a livello internazionale. Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per la crescente repressione della libertà di espressione a Cuba.

Il futuro della dissidenza a Cuba

Con l’aumento della repressione nei confronti degli oppositori politici, il futuro della dissidenza a Cuba appare incerto. Molti attivisti temono che il clima di paura e intimidazione possa ostacolare ulteriormente la capacità dei cittadini di esprimere liberamente le proprie opinioni. Le piattaforme social, pur essendo un’importante via di comunicazione per il dissenso, possono rivelarsi rischiose per coloro che osano sfidare l’autorità.

L’attenzione globale su casi come quello di Fábregas potrebbe portare a una maggiore pressione sul governo cubano affinché riveda le sue politiche repressive. Tuttavia, fino a quando ci sarà questo tipo di controllo, la lotta per la libertà di espressione e i diritti umani a Cuba rimarrà una sfida complessa e difficile.

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