Bruxelles, 26 gennaio 2026 – La Commissione europea ha ufficialmente designato WhatsApp come gatekeeper ai sensi del Digital Services Act (Dsa), a seguito del raggiungimento da parte della sua funzione “Canali” della soglia di almeno 45 milioni di utenti nell’Unione europea. Questa decisione segna l’avvio di una sorveglianza rafforzata su una delle piattaforme di messaggistica più utilizzate al mondo, sottoponendola a controlli più stringenti per assicurare il rispetto delle normative europee.
WhatsApp sotto controllo: cosa cambia con il Digital Services Act
WhatsApp, la piattaforma di messaggistica privata di proprietà di Meta, permette agli utenti di inviare messaggi di testo, note vocali, foto, video, documenti e di effettuare chiamate vocali e video. Nonostante ciò, la Commissione europea precisa che il servizio di messaggistica privata resta escluso dall’applicazione diretta del Dsa, mentre la funzione “Canali” rientra nel perimetro delle piattaforme di grandi dimensioni soggette a regolamentazione.
Meta, società madre di WhatsApp, avrà ora quattro mesi di tempo, fino a metà maggio 2026, per adeguarsi agli obblighi del Dsa. Questi includono la valutazione e la mitigazione dei rischi sistemici legati a violazioni dei diritti umani fondamentali, libertà di espressione, manipolazione elettorale, diffusione di contenuti illegali e problematiche sulla privacy.
La vigilanza europea e il ruolo delle istituzioni
A seguito della designazione, la Commissione europea assumerà la responsabilità di supervisionare la conformità di WhatsApp alle regole del Dsa, collaborando con il coordinatore irlandese dei servizi digitali, Coimisiún na Meán. La Commissione europea, guidata dalla presidente Ursula von der Leyen e con sede principale a Bruxelles, ha intensificato negli ultimi anni il controllo sulle grandi piattaforme digitali per limitare gli abusi di potere e rafforzare la sicurezza e i diritti nello spazio digitale europeo.
WhatsApp rimane una delle piattaforme più diffuse per la comunicazione personale e professionale, con caratteristiche come la crittografia end-to-end che garantisce la riservatezza dei messaggi e delle chiamate. Gli utenti possono così comunicare in sicurezza, condividendo messaggi, immagini, video e documenti, sia nelle conversazioni private sia nei gruppi.
La sorveglianza rafforzata dell’UE su WhatsApp rappresenta un ulteriore passo nella regolamentazione delle piattaforme digitali, in linea con l’obiettivo di Bruxelles di tutelare i cittadini europei e garantire un ambiente digitale più sicuro e trasparente.





