Roma, 7 aprile 2026 – Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio ha emesso quattro sentenze con cui ha annullato in parte una direttiva dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) concernente le modalità di accertamento della maggiore età degli utenti su Internet. La decisione riguarda specificamente l’applicazione della delibera anche alle società estere che operano in Italia, ritenuta, in alcune parti, non conforme ai principi del diritto europeo.
Il ricorso e la decisione del Tar del Lazio
Le sentenze parzialmente favorevoli ai ricorrenti – le società cipriote Hammy Media Ltd, Tecom Ltd, Technius Ltd e Aylo Freesites Ltd, attive nella gestione di siti web con contenuti per adulti – hanno stabilito che la parte della delibera Agcom adottata nell’aprile dello scorso anno, che imponeva specifiche modalità tecniche e di processo per l’accertamento della maggiore età anche alle società stabilite in altri Stati membri, è nulla. L’Agcom aveva infatti esteso l’obbligo di verifica dell’età anche ai fornitori esteri che diffondono contenuti in Italia, individuati tramite una lista aggiornata dall’Autorità, con decorrenza differita.
Il Tar ha riconosciuto l’importanza costituzionale della tutela dei minori in ambito digitale, ma ha evidenziato che le misure adottate non rispettano pienamente i principi del mercato interno europeo. In particolare, secondo i giudici, lo Stato membro di destinazione (Italia) non può imporre obblighi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dallo Stato membro di origine senza rispettare rigorose condizioni sostanziali e procedurali.
Le criticità procedurali evidenziate
Il Tar ha sottolineato che l’Agcom non ha rispettato le procedure previste dalla Direttiva europea sul commercio elettronico (e-commerce), che impongono la preventiva interlocuzione con lo Stato membro di origine e la notifica alla Commissione Europea per le misure che incidono su operatori esteri. La delibera contestata prevedeva un’estensione automatica degli obblighi senza tali passaggi, rendendo la parte relativa nulla.
In futuro, l’Autorità potrà estendere le misure di controllo della maggiore età ai prestatori stabiliti in altri Stati membri solo se questi non adotteranno misure adeguate e in assenza di rilievi da parte della Commissione Europea, dopo aver seguito la procedura di notifica e confronto prevista.
L’Agcom, istituita nel 1997 e con sede principale a Napoli e secondaria a Roma, svolge un ruolo centrale nella regolamentazione dei servizi di comunicazione in Italia, vigilando anche sul rispetto della normativa europea e sulla tutela dei diritti degli utenti. La sentenza del Tar evidenzia come l’Autorità debba armonizzare le proprie direttive con i principi del mercato unico digitale e le normative comunitarie.






