Roma, 8 gennaio 2026 – L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) si prepara a un anno di grande attività e innovazione per quanto riguarda lo spazio, con un numero record di 65 satelliti previsti per il lancio nel 2026, di cui ben 48 dedicati all’osservazione della Terra. A fare il punto sui programmi e le missioni dell’anno è stato il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, nel corso della conferenza stampa di inizio anno.
65 satelliti nel 2026, un record per l’Europa nello spazio
L’ESA punta nel 2026 a consolidare e ampliare la sua presenza nello spazio, con un focus particolare sulla protezione del nostro pianeta e lo studio del clima. Per questo motivo, la maggior parte delle risorse sarà destinata a missioni di osservazione terrestre, con un incremento significativo rispetto al 2025, quando furono lanciati 22 satelliti per questo scopo. L’investimento in questo settore ammonterà a circa 2,4 miliardi di euro, la cifra più alta tra i vari programmi ESA per l’anno in corso. Seguono la navigazione satellitare con 1,2 miliardi, la connettività e la sicurezza delle comunicazioni con quasi un miliardo, l’esplorazione umana e robotica con 818 milioni e il trasporto spaziale con 698 milioni.
Tra le missioni più attese il lancio inaugurale della versione più potente del lanciatore europeo Ariane 64, prevista nella prima metà dell’anno. Questa configurazione del razzo, dotata di quattro booster a propellente solido, rappresenta un passo fondamentale nel rafforzamento dell’autonomia europea nel lancio di satelliti e sarà utilizzata anche per il primo volo commerciale, che porterà in orbita parte della costellazione Kuiper di Amazon.
Missioni e attività chiave nel 2026
Oltre al debutto dell’Ariane 64, il 2026 vedrà l’avvio delle operazioni del telescopio Flyeye, specializzato nella sorveglianza degli asteroidi, attualmente a Matera e destinato a essere trasferito in Sicilia. Tra le missioni di esplorazione dello spazio più rilevanti figura la missione Pluto, dedicata alla ricerca di pianeti simili alla Terra, il cui lancio è atteso nella seconda parte dell’anno. Nel secondo trimestre, inoltre, sarà lanciata la missione Smile, per lo studio del vento solare, mentre si concluderà il periodo di addestramento dei nuovi astronauti ESA.
A segnare l’inizio dell’anno spaziale europeo sarà la partecipazione dell’astronauta francese Sophie Adenot alla missione Crew-12, con lancio previsto non prima del 15 febbraio 2026. Adenot, pilota collaudatrice e prima donna francese nel suo campo, svolgerà una serie di esperimenti scientifici e attività di ricerca medica a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Nel terzo trimestre è previsto il lancio del satellite meteorologico Mtg-12 e, il 12 settembre, numerosi telescopi ESA saranno puntati sull’eclissi totale di Sole, un evento di particolare interesse scientifico e di osservazione.
Infine, in ottobre e dicembre verranno rilasciati rispettivamente i dati delle missioni scientifiche Euclid e Gaia, mentre la missione Hera raggiungerà l’asteroide Dimorphos, segnando un importante traguardo nell’esplorazione robotica del sistema solare.
Con un bilancio di circa 7,68 miliardi di euro nel 2025 e un personale altamente specializzato distribuito tra sedi in Europa e centri operativi sparsi nel continente, l’ESA si conferma una delle agenzie spaziali più attive e innovative, impegnata a mantenere l’Europa tra i protagonisti della nuova era spaziale.






