Negli ultimo periodo le autorità sanitarie dello Stato di New York hanno lanciato un avviso urgente rivolto a genitori e caregiver dopo la diffusione online di una nuova tendenza potenzialmente letale tra adolescenti. Al centro della preoccupazione c’è una sfida virale che coinvolge un farmaco presente in moltissime case e che, proprio per la sua apparente innocuità, rischia di essere sottovalutato. Gli specialisti avvertono che ciò che nasce come contenuto social può trasformarsi rapidamente in un’emergenza medica reale.
I pericoli della sfida sui social
Il fenomeno noto come “Benadryl Challenge” si è diffuso sui social network, dove alcuni ragazzi si filmano mentre assumono quantità estremamente elevate di difenidramina, il principio attivo contenuto nel noto antistaminico utilizzato contro le allergie. L’obiettivo dichiarato è provocare allucinazioni o reazioni spettacolari da condividere online per ottenere visibilità.
Secondo i medici, però, non si tratta di una semplice bravata: ingerire dosi molto superiori a quelle consigliate può avere conseguenze gravissime. L’assunzione eccessiva del farmaco può compromettere il sistema cardiaco e neurologico e, nei casi più estremi, risultare fatale.
Perché dosi elevate di difenidramina possono essere letali
Gli esperti sanitari spiegano che grandi quantità di questo medicinale possono provocare crisi epilettiche, alterazioni del ritmo cardiaco, perdita di coscienza e coma. Tra gli effetti segnalati figurano anche confusione mentale, allucinazioni e tachicardia severa, condizioni particolarmente pericolose nei giovani che tendono a sottovalutare la potenza dei farmaci da banco.
Diversi casi di overdose sono stati collegati proprio alla convinzione errata che un medicinale acquistabile senza ricetta sia automaticamente sicuro. I centri antiveleni e i professionisti della salute sottolineano invece che l’abuso di farmaci comuni rappresenta un problema crescente tra gli adolescenti a livello nazionale.
Il ruolo dei social media nella diffusione delle sfide pericolose
La sfida ha iniziato a circolare online attraverso video in cui i partecipanti documentavano gli effetti dell’assunzione del farmaco. Questo meccanismo di imitazione è tipico delle challenge virali: gli utenti replicano comportamenti visti online nella speranza di ottenere attenzione pubblica.
Uno studio basato sui dati DataReportal del gennaio 2025 evidenzia quanto i social siano frequentati da giovani: il 39% degli utenti Instagram e il 32% degli utenti TikTok appartiene alla fascia d’età tra i 13 e i 24 anni. Gli specialisti ricordano che il cervello adolescenziale, e in particolare la corteccia prefrontale ancora in sviluppo, rende i ragazzi più vulnerabili alla pressione sociale e alla ricerca di approvazione digitale.
Ciò che rende il “Benadryl Challenge” particolarmente preoccupante è la facilità con cui il medicinale può essere reperito. A differenza delle sostanze illegali, spesso è già presente negli armadietti domestici, rendendo difficile per i genitori percepire il rischio.
Gli esperti insistono sul fatto che la vendita senza prescrizione non equivale a innocuità. L’uso improprio di farmaci comuni è infatti una delle principali cause di emergenze mediche tra i più giovani.
Cosa possono fare i genitori per prevenire i rischi
Le autorità sanitarie invitano le famiglie ad adottare alcune precauzioni fondamentali: conservare i medicinali in luoghi sicuri, parlare apertamente con i figli delle sfide online e spiegare che molte tendenze virali non sono innocue né divertenti.
Il dialogo preventivo viene considerato uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di emulazione, soprattutto quando i contenuti online vengono percepiti come semplici scherzi.
Le challenge più pericolose diffuse negli ultimi anni
La “Benadryl Challenge” non è un caso isolato. Una ricerca condotta dallo studio legale californiano Omega Law Group ha analizzato l’impatto delle sfide social sui giovani, individuando alcune delle più rischiose.
Tra queste spicca il cosiddetto “Blackout Challenge”, considerato il più mortale: consiste nel privarsi volontariamente dell’ossigeno per raggiungere uno stato euforico temporaneo. Secondo lo studio, oltre cento persone avrebbero perso la vita partecipando a questa pratica, diffusa soprattutto tra i ragazzi tra i 10 e i 14 anni. Uno dei casi più recenti riguarda un dodicenne britannico morto dopo aver preso parte al gioco dell’asfissia.
Dalle capsule di detersivo alle sfide acrobatiche
Negli anni passati altre challenge hanno provocato migliaia di interventi medici. La Tide Pod Challenge, che prevedeva l’ingestione di capsule di detersivo, ha causato ustioni chimiche, convulsioni e avvelenamenti; tra il 2016 e il 2020 si sono registrati circa 35.000 accessi al pronto soccorso tra minori coinvolti.
Anche la Milk Crate Challenge, diventata virale nel 2021, ha provocato numerosi ricoveri: i partecipanti cercavano di attraversare piramidi instabili di cassette del latte, riportando spesso fratture, commozioni cerebrali e in alcuni casi paralisi a causa delle cadute.
La “Fire Challenge” e i rischi estremi dell’emulazione online
Un’altra tendenza pericolosa è la Fire Challenge, che consiste nel cospargersi di alcol o gel igienizzante e darsi fuoco per pochi secondi prima di spegnere le fiamme. Le conseguenze possono includere ustioni gravi, infezioni e decessi. Nel 2023 un adolescente dell’Arizona ha riportato ustioni su oltre metà del corpo dopo un tentativo fallito legato a questa pratica.
Il caso simbolo del Benadryl Challenge e le reazioni delle piattaforme
La sfida legata all’antistaminico prevede l’assunzione di 12-14 compresse, circa sei volte la dose raccomandata, per indurre allucinazioni. Diversi giovani sono stati ricoverati dopo aver partecipato, e nel 2023 un ragazzo tredicenne dell’Ohio, Jacob Stevens, è morto in seguito alla challenge.
Dopo l’episodio, TikTok ha ribadito di vietare contenuti che promuovono comportamenti pericolosi e di aver bloccato da tempo le ricerche legate a questo tipo di video per scoraggiare imitazioni.
Un fenomeno che riapre il dibattito sulla sicurezza digitale
Gli specialisti sottolineano che le challenge virali rappresentano una combinazione rischiosa di accesso immediato ai social, ricerca di approvazione e scarsa percezione del pericolo. Video apparentemente innocui possono trasformarsi in modelli comportamentali imitati su larga scala.
La crescente diffusione di queste tendenze spinge autorità sanitarie ed educatori a rafforzare la prevenzione, ricordando che anche oggetti e farmaci quotidiani possono diventare pericolosi se usati fuori contesto.
Il messaggio delle autorità è chiaro: la prevenzione passa dall’informazione. Comprendere i rischi reali dietro le sfide online e promuovere un uso consapevole dei social media può ridurre significativamente gli episodi di emulazione.






