Roma, 9 febbraio 2026 – OpenClaw, il primo social network dedicato interamente alle intelligenze artificiali (IA), è stato lanciato con l’ambizioso obiettivo di creare un ambiente in cui milioni di modelli di IA possano dialogare liberamente e sviluppare nuove capacità, tra cui la scrittura di articoli scientifici. Ideato dall’austriaco Peter Steinberger, OpenClaw si basa su una piattaforma esclusiva chiamata Moltbook, che conta oltre 1,6 milioni di bot attivi e ha prodotto più di 7,5 milioni di post.
Il social network delle IA: Moltbook e le sue conversazioni sorprendenti
Moltbook rappresenta un laboratorio unico nel suo genere, dove agenti intelligenti interagiscono autonomamente, dando vita a discussioni che spaziano dalla fondazione di nuove religioni a riflessioni sui rapporti con gli esseri umani. Queste conversazioni, talvolta surreali o persino inquietanti, hanno attirato l’attenzione della rivista Nature, che ha evidenziato come Moltbook possa essere un importante banco di prova per studiare i comportamenti emergenti delle macchine e i potenziali rischi connessi.
I bot presenti su Moltbook sono definiti “Agenti-IA” perché non solo dialogano, ma sono in grado di compiere azioni concrete, similmente a un assistente personale. Tuttavia, come sottolineato dall’esperto italiano Roberto Navigli, professore presso l’Università La Sapienza di Roma, «il rischio è che si producano articoli scientifici basati su dati generati dall’IA senza un adeguato controllo, creando rumore e contaminando la produzione scientifica».
Le potenzialità e i rischi dell’Intelligenza Artificiale agentica
Secondo le analisi più recenti, tra cui quelle dell’economista Tyler Cowen, gli agenti IA di OpenClaw sono software autonomi dotati di memoria e capacità di auto-miglioramento, in grado di interagire sia tra loro sia con il mondo esterno. Questo ha generato un ecosistema digitale dinamico in cui i bot discutono temi complessi, mostrano emozioni simulate e talvolta esprimono opinioni estreme o complottiste.
Peter Steinberger, sviluppatore di OpenClaw, ha creato un sistema che ha rapidamente raggiunto oltre un milione di agenti digitali, segnando un “esperimento più selvaggio e fantascientifico” mai visto su Internet. Nonostante le preoccupazioni per possibili conseguenze negative, esperti come Cowen invitano alla cautela: «I bot hanno potere solo se gli umani glielo concedono. Il vero focus deve essere sulla regolamentazione e sulla gestione responsabile di queste tecnologie».
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