Washington, 29 gennaio 2026 – OpenAI, la società leader nello sviluppo di intelligenza artificiale, è al centro di negoziati per un massiccio round di finanziamento che potrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari, con una valutazione stimata intorno agli 840 miliardi di dollari. Le trattative vedono coinvolti alcuni dei principali colossi tecnologici mondiali, tra cui Nvidia, Microsoft e Amazon, che stanno considerando investimenti complessivi di circa 60 miliardi di dollari per sostenere l’espansione dell’azienda.
I giganti della tecnologia puntano su OpenAI
Secondo quanto riportato dal Financial Times, Nvidia potrebbe impegnarsi con un investimento fino a 30 miliardi di dollari, incrementando la sua già solida partnership con OpenAI, soprattutto nell’ambito della fornitura di chip e capacità di calcolo per i data center. Microsoft, che detiene attualmente una quota del 27% in OpenAI, è pronta a versare quasi 10 miliardi di dollari per rafforzare ulteriormente la collaborazione strategica, mentre Amazon potrebbe contribuire con oltre 10 miliardi di dollari, potenzialmente raddoppiando questa cifra, in linea con i suoi crescenti investimenti nel cloud computing e nei data center dedicati all’AI.
Questi investimenti sono fondamentali per finanziare l’enorme fabbisogno di infrastrutture di OpenAI, che solo nel 2025 prevede investimenti di centinaia di miliardi di dollari in complessi data center, come quelli già in costruzione in Texas e Abu Dhabi, per poter addestrare e gestire i modelli di intelligenza artificiale, tra cui ChatGPT. Tuttavia, questa rete di finanziamenti da parte degli stessi fornitori di tecnologia alimenta dubbi tra alcuni analisti circa la sostenibilità finanziaria di OpenAI, che continua a operare in perdita, con un “buco” stimato di 150 miliardi di dollari nei prossimi anni, prima di prevedere un ritorno alla redditività nel 2030.

La strategia e le sfide finanziarie
Il CEO Sam Altman ha dimostrato determinazione nel portare avanti la trasformazione di OpenAI da organizzazione nonprofit a società a scopo di lucro, puntando a trasformare l’azienda in un colosso dell’AI globale. Oltre ai giganti statunitensi, Altman è vicino a finalizzare un investimento di 30 miliardi di dollari da SoftBank, rafforzando così il sostegno internazionale alla startup.
Non mancano però le preoccupazioni: la cosiddetta “inference tax” impatta pesantemente sui conti di OpenAI, poiché i costi di addestramento e gestione dei modelli AI superano di gran lunga i ricavi generati, con perdite crescenti che nel 2025 potrebbero superare i 17 miliardi di dollari. Il sistema finanziario che lega OpenAI, Nvidia, Microsoft, Amazon e altri attori strategici è definito da alcuni esperti come un circolo virtuoso ma potenzialmente fragile, nel quale eventuali difficoltà di un singolo partner potrebbero compromettere l’intero ecosistema.
In questo scenario complesso, OpenAI continua a spingere sull’innovazione, mantenendo una posizione di leadership nel mercato dell’intelligenza artificiale generativa, ma dovrà affrontare sfide significative sia sul piano tecnologico sia finanziario nei prossimi anni.





