Milano, 12 gennaio 2026 – A quasi un anno dalle richieste avanzate dall’Unione Europea riguardo al funzionamento del sistema di raccomandazione dei post su X (ex Twitter), il fondatore e proprietario della piattaforma, Elon Musk, ha annunciato l’intenzione di rendere l’algoritmo trasparente e accessibile a tutti. Questa decisione giunge in un contesto di crescenti pressioni da parte delle autorità europee, che da tempo monitorano il ruolo degli algoritmi nella diffusione dei contenuti online.
Elon Musk e l’algoritmo di X: la promessa di trasparenza
Nel corso del fine settimana, Musk ha comunicato tramite la piattaforma social la sua volontà di rendere open source il nuovo algoritmo di raccomandazione di X, incluso il codice che regola i post consigliati agli utenti, sia organici che a pagamento. La pubblicazione del codice avverrà entro sette giorni, con aggiornamenti programmati ogni quattro settimane, come dichiarato dallo stesso imprenditore: “Entro sette giorni renderemo il nuovo algoritmo di X, incluso il codice che determina i post raccomandati per gli utenti, a pagamento e organici, open source, e lo aggiorneremo ogni 4 settimane per far capire cosa è cambiato”.
L’indagine della Commissione Europea
Questa mossa è il risultato di un’indagine della Commissione Europea, che già a gennaio 2025 aveva intensificato i controlli sull’algoritmo di raccomandazione a seguito di controversie legate a post di Musk in favore di partiti politici, come il partito riformista nel Regno Unito e quello di estrema destra in Germania. La scorsa settimana, inoltre, l’UE ha ordinato a X di conservare “tutti i documenti e i dati interni” relativi al chatbot di intelligenza artificiale integrato, Grok, fino alla fine del 2026, come ha spiegato il portavoce dell’esecutivo europeo Thomas Regnier.
Nel 2023, Musk aveva già reso pubblico il codice che ordina i post della sezione ‘per te’ del menu ‘esplora’ di X sul sito per sviluppatori GitHub. Tuttavia, secondo le analisi di esperti riportate dal sito Engadget, alcune informazioni erano state omesse, rendendo difficile la piena comprensione del funzionamento dell’algoritmo stesso. Il nuovo annuncio punta quindi a superare tali criticità, offrendo una trasparenza più completa e costante, in linea con le richieste di regolamentazione europea.
Per approfondire: Il Regno Unito contro X: “Limitare Grok agli abbonati non tutela le vittime dei deepfake”




