Bruxelles, 9 febbraio 2026 – L’Ue ha alzato la guardia nei confronti di Meta Platforms, multinazionale statunitense che controlla tra l’altro WhatsApp, contestando la decisione della società di limitare l’accesso agli assistenti di intelligenza artificiale (IA) di terze parti tramite la piattaforma di messaggistica. La controversia riguarda in particolare le modifiche introdotte ai termini di servizio di WhatsApp Business Solution, entrate in vigore dal 15 gennaio 2026, che escludono di fatto gli assistenti AI generici esterni, lasciando disponibile solo lo strumento proprietario di Meta, Meta AI.
Ue contro Meta: accuse di abuso di posizione dominante e misure provvisorie
Secondo la Commissione Ue, Meta avrebbe violato le norme antitrust comunitarie occupando una posizione dominante nel mercato europeo delle app di comunicazione per i consumatori, in particolare attraverso WhatsApp, e abusandone per escludere i concorrenti specializzati negli assistenti AI di terze parti. Bruxelles ha inviato a Meta una comunicazione degli addebiti, esprimendo una opinione preliminare che evidenzia come tale condotta possa creare barriere all’ingresso e all’espansione di nuovi attori nel settore, con il rischio di marginalizzare in modo irreparabile i concorrenti più piccoli.
La Commissione ha inoltre segnalato la necessità urgente di adottare misure provvisorie per prevenire danni gravi e irreparabili alla concorrenza nel mercato degli assistenti di intelligenza artificiale generici. Tali misure verrebbero applicate a livello europeo ad eccezione dell’Italia, dove l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha già imposto restrizioni a Meta nel dicembre 2025.
La posizione di Meta e il contesto tecnologico
Un portavoce di Meta ha risposto sottolineando che “i fatti dimostrano che non vi è alcuna ragione per un intervento dell’Ue sull’interfaccia di programmazione delle applicazioni (API) di WhatsApp Business”. L’azienda ha ricordato che esistono numerose opzioni di IA accessibili agli utenti tramite app store, sistemi operativi, dispositivi, siti web e collaborazioni di settore, e ha criticato la logica della Commissione, che considera erroneamente le API di WhatsApp Business come un canale di distribuzione essenziale per questi chatbot.
Meta Platforms, con sede a Menlo Park in California e fondata nel 2004, è attiva nel settore tecnologico con un fatturato di 164,5 miliardi di dollari nel 2024 e un organico di oltre 69.000 dipendenti. Oltre a WhatsApp, controlla Facebook, Instagram e sviluppa avanzate tecnologie di realtà virtuale e aumentata.
La disputa tra l’Unione europea e Meta si inserisce in un contesto di crescente attenzione regolatoria verso il ruolo delle grandi aziende tecnologiche e la tutela della concorrenza nel mercato digitale, con l’obiettivo di garantire un ecosistema aperto e competitivo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme di comunicazione.






