Milano, 20 febbraio 2026 – Il primo satellite dimostrativo della missione Celeste dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha lasciato il sito di Thales Alenia Space a L’Aquila, con destinazione Berlino e successivamente la Nuova Zelanda, da dove sarà lanciato con un razzo Electron di Rocket Lab non prima del 24 marzo 2026. Questo evento segna un importante passo avanti per i sistemi di navigazione satellitare di nuova generazione.
La missione Celeste e il satellite IOD-2
Il satellite, denominato IOD-2, è un microsatellite di circa 30 chilogrammi, grande quanto una valigia, progettato per operare in orbita terrestre bassa (LEO). Sarà il primo di una costellazione di 11 microsatelliti che potenzieranno e renderanno più resilienti gli attuali sistemi di navigazione satellitare in orbita terrestre media, come il noto sistema europeo Galileo.
La missione Celeste, chiamata così in omaggio alla figlia di Galileo Galilei, mira a sviluppare nuovi servizi di navigazione in ambienti finora difficilmente raggiungibili: aree urbane profonde, fitte foreste, regioni polari e ambienti chiusi. IOD-2 trasporterà payload per trasmissioni nelle bande L e S, con l’obiettivo di convalidare le tecnologie chiave e abilitare la trasmissione del segnale, riducendo i rischi per i futuri satelliti della costellazione.
Una volta in orbita, IOD-2 opererà per almeno sei mesi. I successivi quattro satelliti IOD saranno più grandi e complessi, con payload aggiuntivi per testare segnali innovativi su più bande di frequenza, ampliando così le capacità di servizio.
Impatti e applicazioni future
La costellazione Celeste sarà collocata a un’altitudine compresa tra 500 e 560 chilometri, offrendo un banco di prova ideale per applicazioni avanzate quali la navigazione di veicoli autonomi, la navigazione marittima, la gestione delle infrastrutture critiche, operazioni in ambienti polari e artici, reti wireless, servizi di emergenza, tracciamento delle risorse e applicazioni dell’Internet delle cose (IoT).
Questo progetto si inserisce nel contesto più ampio del sistema di posizionamento europeo Galileo, che attualmente conta 30 satelliti in orbita terrestre media, offrendo un servizio di localizzazione altamente accurato e indipendente dai sistemi americani GPS.
La missione Celeste rappresenta quindi un significativo avanzamento tecnologico per l’Europa, con potenziali benefici in molteplici settori strategici legati alla navigazione satellitare e alle comunicazioni spaziali.






