Roma, 9 febbraio 2026 – Un’indagine di Telefono Azzurro in collaborazione con Ipsos Doxa, realizzata nel 2025, rivela che circa un adolescente su tre (35%) tra i 12 e i 18 anni utilizza strumenti di intelligenza artificiale (IA) come ChatGPT nelle proprie attività online più frequenti. Il dato emerge in un contesto in cui il 74% del campione dichiara di conoscere questi strumenti e, dopo una breve spiegazione, il 75% ammette di farne uso.
Dati e preferenze
L’utilizzo di chatbot basati su intelligenza artificiale cresce con l’età ed è leggermente più diffuso tra i ragazzi rispetto alle ragazze. ChatGPT si conferma il chatbot più utilizzato, con l’83% degli utenti giovani che lo preferisce, seguito da Gemini (36%), Meta AI (27%) e Microsoft Copilot (7%). Inoltre, il 14% degli adolescenti afferma di rivolgersi spesso a questi strumenti per ricevere consigli personali, mentre il 34% lo ha fatto almeno qualche volta.
Il livello di fiducia attribuito ai chatbot è elevato: la media si attesta a 6,6 su una scala da 1 a 10, con il 58% degli intervistati che assegna un punteggio superiore a 7. Gli adolescenti sembrano anche attribuire ai chatbot un certo grado di umanità, con un livello medio di antropomorfismo di 3,2 su 5. Tra le motivazioni principali per interagire con i chatbot emergono la curiosità (36%), la qualità dei consigli (23%), il sentirsi non giudicati (15%) e meno soli (10%).
Safer Internet Day 2026 e i rischi legati all’uso dell’IA
In occasione del Safer Internet Day 2026, Telefono Azzurro ha organizzato all’Università Bocconi di Milano la giornata “Crescere con l’Intelligenza Artificiale: scelte consapevoli in un mondo connesso”, con il patrocinio di istituzioni come il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, AgID, Agcom, Gpdp, l’Università Bocconi e Generazioni Connesse. L’evento ha approfondito l’impatto dell’IA sulla crescita e sulla salute mentale di bambini e adolescenti.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1 adolescente su 7 (14%) tra i 10 e i 19 anni sperimenta un disagio psichico, spesso non riconosciuto né trattato, e 1 su 5 dichiara di sentirsi solo, con percentuali più elevate tra le ragazze. Nonostante l’ampio utilizzo dei chatbot, emergono anche preoccupazioni: il 40% dei giovani segnala una possibile riduzione del pensiero critico, il 35% una diminuzione delle relazioni sociali reali, il 33% il rischio di confondere realtà e finzione, il 25% la possibilità di sviluppare dipendenza, il 20% la diffusione di informazioni errate e il 19% rischi per la privacy. Solo il 10% ritiene che non vi siano effetti negativi.
Telefono Azzurro, attiva dal 1987 nel tutelare i diritti di bambini e adolescenti attraverso servizi di ascolto, intervento e prevenzione, continua a monitorare questi fenomeni e a promuovere una cultura digitale consapevole e sicura. La linea di ascolto 1.96.96 è disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, per fornire supporto a minori, famiglie e adulti.






