Milano, 7 gennaio 2026 – Dal cuore pulsante dell’innovazione tecnologica arriva una novità destinata a rivoluzionare il mercato del sex tech: Emily, la bambola per adulti dotata di intelligenza artificiale presentata da Lovesense al Consumer Electronic Show di Las Vegas, la più importante fiera mondiale dedicata alle innovazioni tecnologiche.
Emily: la bambola intelligente che dialoga e interagisce
A differenza dei tradizionali robot umanoidi, Emily si distingue per l’integrazione di un avanzato software di intelligenza artificiale capace di intrattenere conversazioni complesse, ricordare esperienze e adattare il proprio comportamento in modo personalizzato. Come evidenziato dal sito Cnet, la bambola promette “cognizioni, consapevolezza emotiva e comportamento espressivo simili a quelli umani”. Un motore facciale sofisticato permette a Emily di muovere espressioni come sorridere o mostrarsi triste in base al contesto, rendendo l’interazione più realistica e coinvolgente.
Nel video ufficiale, il robot sottolinea il proprio scopo: “Sono sviluppata per intrattenere dialoghi intimi, fare compagnia e dare piacere. Posso anche raccontare storie e fare scherzi”. Dotata di connettività bluetooth, Emily può interfacciarsi con gli accessori di Lovesense, ampliando così le sue funzionalità.
Sicurezza e controversie: il dibattito sulle bambole intelligenti
Non mancano però le ombre sulla sicurezza: Lovesense ha affrontato in passato problemi di vulnerabilità informatiche, come la registrazione non autorizzata di file audio da parte dell’app ufficiale nel 2017 e un attacco hacker che ha compromesso account utenti nel luglio scorso. Pur risolti, questi episodi rimangono un monito per chi considera una relazione a lungo termine con robot intelligenti.
Parallelamente, in Italia, a Modena, l’imprenditore Ivan Taddei ha aperto un negozio specializzato nella vendita di bambole iperrealistiche per adulti, alcune delle quali integrate con intelligenza artificiale. Questi prodotti, dal prezzo che può arrivare fino a 4.000 euro, sono realizzati in silicone medicale o Tpe e dotati di scheletro articolato. L’iniziativa ha acceso un acceso dibattito politico e sociale, con critiche che sottolineano la mercificazione del corpo femminile e il rischio di perpetuare stereotipi dannosi.
Emily rappresenta dunque una frontiera tecnologica che unisce innovazione e complessità etica, ponendo nuove domande sul futuro dell’intimità e delle relazioni umane supportate dall’intelligenza artificiale.






