Seattle, 13 gennaio 2026 – Bill Gates, figura chiave della rivoluzione informatica e filantropo di fama mondiale, continua a esprimere riflessioni critiche e visionarie sull’intelligenza artificiale (IA), sottolineando i grandi cambiamenti e i rischi che questa tecnologia comporta per la società globale. L’ex CEO di Microsoft, oggi impegnato principalmente nella sua fondazione benefica, ha recentemente pubblicato un approfondimento sul suo blog personale, “Gates Notes”, in cui analizza le sfide dell’IA, tra cui la possibile minaccia legata all’utilizzo malevolo di questi strumenti.
Bill Gates e le sfide dell’intelligenza artificiale
Nel suo articolo intitolato “Ottimismo a piè di pagina”, Gates evidenzia come l’IA stia rapidamente trasformando numerosi settori, ma mette in guardia contro i potenziali pericoli: «Un rischio reale è che gruppi non governativi possano impiegare strumenti di IA open source per progettare un’arma bioterroristica». Questa preoccupazione si inserisce in un quadro più ampio che vede la tecnologia biologica potenziata dall’IA come possibile catalizzatore di nuove pandemie, secondo analisi di esperti della Nuclear Threat Initiative e della Munich Security Conference.
L’imprenditore di Seattle ricorda anche come la pandemia di Covid-19 avrebbe potuto causare meno sofferenze se il mondo fosse stato meglio preparato a emergenze di questa portata. Per Gates, il 2026 è un anno cruciale per iniziare a mettere in atto strategie di adattamento ai profondi cambiamenti che l’IA porterà nel mondo del lavoro e nell’organizzazione sociale. Tra le ipotesi avanzate, vi è la riduzione della settimana lavorativa o la scelta consapevole di limitare l’uso dell’IA in alcuni ambiti, per tutelare l’interazione umana e i valori etici.
Microsoft e l’innovazione tecnologica sotto la guida di Bill Gates
Fondatore di Microsoft nel 1975 insieme a Paul Allen, Gates ha trasformato l’azienda da una startup a un colosso tecnologico con un fatturato da 245 miliardi di dollari nel 2024 e oltre 220.000 dipendenti. Dopo aver guidato Microsoft come CEO fino al 2000 e poi come chairman fino al 2014, oggi è consulente tecnologico per l’attuale amministratore delegato Satya Nadella. Microsoft è protagonista nell’era digitale con i suoi prodotti software come Windows, Microsoft 365 e Azure, e ha investito pesantemente nel cloud computing, nella IA e nel settore gaming, culminando con l’acquisizione di Activision Blizzard nel 2023.
Parallelamente all’attività tecnologica, Gates è noto per la sua azione filantropica tramite la Fondazione Bill & Melinda Gates, la più grande fondazione privata al mondo con un patrimonio di circa 50 miliardi di dollari. Dal 2000, la fondazione ha sostenuto progetti per debellare malattie come la malaria e la poliomielite, supportare campagne vaccinali nei paesi in via di sviluppo e promuovere l’educazione e l’uguaglianza di genere. Dal 2006, Gates ha lasciato progressivamente i ruoli in Microsoft per dedicarsi a tempo pieno a queste attività, diventando uno degli imprenditori più generosi della storia, con donazioni complessive che superano i 45 miliardi di dollari.
In questo contesto, le sue riflessioni sull’intelligenza artificiale assumono un duplice valore: da un lato rappresentano la voce critica di chi ha guidato la rivoluzione digitale, dall’altro propongono una visione responsabile per governare l’impatto di una tecnologia destinata a ridefinire il futuro dell’umanità.






