Parigi ha applaudito a lungo Yeman Crippa, domenica 12 aprile. Il trentino ha tagliato il traguardo della maratona in 2h05’18”, il miglior tempo mai realizzato da un italiano nella capitale francese. Un risultato che rompe un digiuno europeo durato 24 anni: l’ultima vittoria, infatti, risaliva al 2002 con Benoit Zwierzchiewski. Tra quasi 60mila corridori, Crippa si è imposto con un finale al cardiopalma, un duello tattico che ha deciso tutto negli ultimi metri. “Oggi inizia davvero la mia carriera da maratoneta”, ha confessato, con l’emozione ancora viva.
Yeman Crippa vince la maratona di Parigi
La svolta è arrivata intorno al 33° chilometro, quando Crippa ha capito che quel giorno era il suo. Con freddezza e determinazione ha tenuto il passo dei migliori, sfruttando al massimo la sua forma. Poi, al 39° km, sul pavé del Bois de Boulogne, ha dato il colpo decisivo: ha accelerato, staccando gli avversari e prendendo il comando. Bayelign Teshager e Sila Kiptoo hanno provato a resistere, ma alla fine hanno dovuto cedere. Crippa ha passato la mezza maratona in 1h03’14” e ha chiuso con un sorprendente negative split, coprendo la seconda metà in 1h02’04”. La sua capacità di restare concentrato e la gestione perfetta dei rifornimenti, soprattutto nel momento cruciale al 39°, gli hanno evitato quella crisi fisica e mentale che in passato lo aveva rallentato dopo il trentesimo chilometro.
Da mezzofondista a maratoneta: la crescita di un campione
Yeman Crippa è nato in Etiopia il 15 ottobre 1996, ma dal 2003 è cresciuto in Trentino, adottato da una famiglia locale. È cresciuto a Montagne, vicino a Tione, dove ha mosso i primi passi nell’Atletica Valchiese, prima di allenarsi con Massimo Pegoretti, ex mezzofondista delle Fiamme Azzurre. Crippa detiene i record italiani su pista nei 3.000, 5.000 e 10.000 metri, oltre che su strada nei 5 km, 10 km e nella mezza maratona. Ha conquistato medaglie d’oro europee e continua a dimostrare una crescita costante e una grande versatilità. Al suo fianco c’è il fratello Nekagenet, anche lui atleta azzurro. La loro storia è stata raccontata nel documentario “Yema e Neka” di Matteo Valsecchi, che segue il percorso di due ragazzi arrivati dall’Etiopia e diventati simboli dello sport italiano. La vittoria a Parigi non è solo un successo personale, ma il coronamento di un sogno iniziato più di vent’anni fa.






