Milano, 9 febbraio 2026 – Un’analisi severa e profonda sulla Juventus contemporanea arriva da due figure leggendarie del calcio bianconero, Giovanni Trapattoni e Zbigniew Boniek, in occasione della presentazione del documentario Juventus. Primo amore, dedicato agli anni d’oro tra il 1975 e il 1985, che hanno segnato l’ascesa della Vecchia Signora tra le grandi del calcio mondiale.
Il pensiero di Giovanni Trapattoni: “Manca chi ami davvero la Juventus”

L’ex allenatore e centrocampista italiano, Giovanni Trapattoni, da sempre considerato uno degli artefici del successo bianconero, ha espresso con chiarezza il suo giudizio sulla Juventus attuale. Per il tecnico, oggi la squadra è guidata esclusivamente da logiche di business che hanno allontanato la componente emotiva e il legame autentico con il club: “Alla Juventus di oggi manca qualcuno che la ami davvero“. Trapattoni ha sottolineato come un tempo il rapporto tra proprietà e squadra fosse molto più diretto e personale: “Prima c’era qualcuno con cui parlare, qualcuno che stava sul campo e amava la Juventus”.
Questa riflessione si inserisce in un contesto in cui Trapattoni, allenatore più vittorioso del calcio italiano nel secondo dopoguerra e tra i più titolati al mondo, ricorda i valori e l’identità che hanno fatto della Juventus una squadra leggendaria. Con quasi un decennio ininterrotto alla guida bianconera tra il 1976 e il 1986, Trap ha conquistato sei scudetti, due Coppe Italia e tutti i principali trofei europei, imprimendo un’impronta indelebile nel calcio italiano e internazionale.
Boniek: il calcio è cambiato, ma il passato resta fondamentale
Anche Zbigniew Boniek, ex centrocampista e attaccante polacco, nonché vicepresidente della UEFA, ha voluto commentare la situazione attuale della Juventus, ampliando la riflessione al cambiamento dei tempi e del modo di comunicare: “È cambiata la vita, il modo di comunicare. Oggi con i social media anche un giocatore normale può costruirsi come un campione. Il calcio non è peggiore, è diverso“. Boniek, che ha vestito la maglia della Juventus dal 1982 al 1985 vincendo numerosi trofei, ha evidenziato però un principio imprescindibile: “Non c’è futuro senza rispetto per il passato. Il passato è un fondamento”.
Il documentario Juventus. Primo amore si propone proprio di raccontare quella stagione d’oro, riportando alla memoria un’epoca in cui la passione per i colori bianconeri era il motore principale del successo. Boniek, insieme a Trapattoni, rappresenta un legame diretto con quella storia, con un calcio che ha saputo coniugare talento, identità e amore per la maglia.
Questo confronto tra passato e presente, tra valori culturali e modernità, si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo che società, tifosi e giocatori rivestono nella costruzione dell’identità di un club storico come la Juventus, ancora oggi al centro delle attenzioni del calcio mondiale.






