Dopo la recente semifinale degli Australian Open e le polemiche sorte attorno a Jannik Sinner, Filippo Volandri, capitano dell’Italia di Coppa Davis, ha offerto una riflessione approfondita su uno degli aspetti più delicati del gioco del campione italiano: la gestione del quinto set nei tornei del Grande Slam.
Il quinto set: un’incognita per Jannik Sinner
Filippo Volandri ha indicato come il quinto set rappresenti tuttora un punto critico per Jannik Sinner, non solo per questioni fisiche, ma soprattutto per una questione di esperienza e consapevolezza corporea. Nonostante i grandi progressi del giocatore altoatesino, che nel 2024 ha raggiunto la vetta del ranking ATP e vinto quattro titoli del Grande Slam, la gestione del momento cruciale di una partita lunga rimane un aspetto in evoluzione. Volandri ha sottolineato che Sinner “non si conosce ancora così bene da potersi dire pronto a gestire situazioni di forte pressione e affaticamento”, soprattutto nei match che si prolungano oltre le quattro ore.
I numeri confermano questa difficoltà: Sinner ha perso 11 delle 17 partite al quinto set nei Major, inclusi sette degli ultimi otto episodi, e ha una serie negativa di otto sconfitte in altrettanti incontri durati più di quattro ore. Tuttavia, la sua rimonta storica contro Daniil Medvedev nella finale degli Australian Open 2024 rimane un esempio emblematico della sua capacità di adattamento e resilienza.
Le sfide in vista
L’ATP 500 di Doha, in programma dal 16 al 22 febbraio 2026, rappresenta la prossima occasione per Sinner di dimostrare la propria capacità di gestire partite impegnative contro avversari di altissimo livello, tra cui Carlos Alcaraz e Novak Djokovic. La sua crescita tecnica e mentale sarà sotto la lente d’ingrandimento, mentre continua a consolidare il proprio ruolo di leader nel tennis mondiale e il primato storico per l’Italia nel circuito maggiore.
Filippo Volandri, da parte sua, conferma di vedere in Sinner un campione ancora in pieno sviluppo: “Jannik ha già dimostrato grandi capacità di adattamento, ma nei match lunghi deve ancora affinare la gestione delle energie e l’esperienza tattica”. La combinazione di talento naturale, lavoro metodico e maturità emotiva sarà decisiva per superare questo tallone d’Achille e raggiungere ulteriori traguardi.





