A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, l’attenzione non è catalizzata dalla cerimonia d’apertura di domani, 6 febbraio, né dalle gare di sci alpino, ma da un caso di doping. Al centro della vicenda c’è Rebecca Passler, biatleta azzurra tra le cinque convocate per la rassegna olimpica, risultata positiva al letrozolo in un controllo effettuato da Nado Italia. Si tratta del primo caso di positività legato ai Giochi di Milano-Cortina.
Il letrozolo e il precedente Errani
Il letrozolo è un inibitore dell’aromatasi di terza generazione, utilizzato principalmente nel trattamento del tumore al seno ormono-dipendente nelle donne in post-menopausa o per il trattamento dell’ovaio policistico. La sostanza è già nota alle cronache sportive italiane per il caso che coinvolse Sara Errani nel 2017. La tennista fu inizialmente squalificata dopo essere risultata positiva allo stesso principio attivo, poi assolto in primo grado per contaminazione alimentare: secondo la ricostruzione dell’Itf, il letrozolo proveniva dal farmaco Femara assunto dalla madre e sarebbe finito accidentalmente nell’impasto dei tortellini preparati in casa.
Errani fu inizialmente fermata per due mesi, ma nel giugno 2018 il Tas accolse parzialmente l’appello della Nado Italia, portando la squalifica a dieci mesi. Nessun procedimento penale seguì sul piano giudiziario. La sostanza, pur non essendo considerata in grado di migliorare direttamente le prestazioni nelle donne, è inserita nella lista dei farmaci proibiti dalla WADA, che ne ha esteso il divieto anche alle atlete dal 2005.
Il nodo della questione farmaci vietati nello sport
Nel caso in cui un atleta assuma una sostanza inserita nella lista dei farmaci proibiti dalla WADA per ragioni cliniche, è obbligatorio richiedere una TUE, cioè un’esenzione a uso terapeutico. La procedura impone di dimostrare che non esistano cure alternative idonee al trattamento della patologia. La criticità nasce dal fatto che le terapie realmente efficaci per questa sindrome intervengono necessariamente sul sistema ormonale, mentre la WADA indica come opzioni sostitutive anche farmaci non ormonali, ritenuti però meno efficaci nella cura dell’ovaio policistico.
In questo contesto, Rebecca Passler potrebbe aver scelto di non inoltrare la richiesta di TUE nella consapevolezza di un probabile rigetto, pur avendo necessità mediche concrete. Una situazione paradossale che rischia di spingere un numero crescente di atlete a tenere nascosta la propria condizione di salute.
Il profilo di Rebecca Passler
Classe 2000, originaria di Brunico, Rebecca Passler è una biatleta cresciuta sportivamente tra Brunico e Rasun Anterselva, nipote dell’ex biatleta Johann Passler. I suoi migliori risultati sono arrivati soprattutto nelle categorie giovanili: argento nell’individuale e nella staffetta ai Mondiali giovanili di Lenzerheide 2020, oltre a due argenti e un bronzo ai Mondiali juniores di Obertilliach 2021.
Nel 2022 ha conquistato l’oro nella staffetta e l’argento nella sprint ai Mondiali di Soldier Hollow. In Coppa del Mondo ha debuttato nel novembre 2021 a Östersund e ha ottenuto il primo podio nel dicembre 2022 a Hochfilzen, con un terzo posto in staffetta. Ai Mondiali assoluti ha partecipato a Oberhof 2023 e Nové Město 2024, senza risultati di rilievo individuali. Passler non ha mai preso parte ai Giochi Olimpici: Milano-Cortina avrebbe rappresentato il suo esordio a cinque cerchi.






