Milano, 18 febbraio 2026 – A pochi giorni dalla conclusione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, emergono riflessioni sul lascito che i Giochi lasceranno alla città ospitante. A esprimersi è stato Marco Fabbri, noto pattinatore artistico su ghiaccio italiano, medaglia d’argento ai recenti Campionati mondiali e protagonista nelle competizioni olimpiche con la compagna Charlène Guignard.
Un’eredità limitata sul piano infrastrutturale

Marco Fabbri ha evidenziato con chiarezza come, al termine dei Giochi, “non rimarranno molti impianti sportivi a Milano”. L’unico edificio costruito appositamente, il palazzo Santa Giulia, non sarà adibito a eventi sportivi ma principalmente a concerti. Anche il celebre Forum d’Assago, location di alcune gare di pattinaggio, manterrà la sua struttura ma la pista di ghiaccio utilizzata durante le competizioni non sarà più dedicata al pattinaggio. Inoltre, i padiglioni di Rho, sede delle gare di hockey su ghiaccio, saranno smantellati, portando alla scomparsa di altre strutture sportive temporanee.
Queste considerazioni sottolineano una realtà che spesso accompagna le grandi manifestazioni olimpiche: l’assenza di un lascito infrastrutturale duraturo. L’esperienza di Milano-Cortina si inserisce in un contesto più ampio, dove i Giochi invernali hanno generato investimenti ingenti, stimati tra i 5,7 e i 5,9 miliardi di euro, ma con una quota minoritaria destinata alle infrastrutture sportive permanenti. Secondo analisti economici, come riferito da S&P Global, l’impatto economico a lungo termine per la città risulta modesto, e molte strutture rischiano di diventare inutilizzate dopo l’evento.
L’eredità emotiva e culturale degli sport invernali
Nonostante il quadro critico sul piano materiale, Fabbri sottolinea il valore immateriale che Milano potrà conservare: “Resteranno soprattutto le emozioni” ha detto, auspicando che l’entusiasmo suscitato dalla presenza delle competizioni possa promuovere una maggiore cultura e interesse verso gli sport invernali. Il pattinatore spera che questa nuova sensibilità possa portare in futuro alla riapertura di impianti chiusi o al recupero di strutture oggi trascurate, incentivando la partecipazione popolare a queste discipline.
Marco Fabbri, classe 1988, è un volto noto del pattinaggio artistico italiano. Con la sua partner Charlène Guignard, ha contribuito a portare lustro al movimento sportivo nazionale, raggiungendo risultati storici come la medaglia d’argento ai Mondiali di Saitama 2023. La sua esperienza diretta nel mondo degli sport su ghiaccio conferisce peso alle sue osservazioni sulle Olimpiadi e sul loro impatto a Milano.
In definitiva, se da un lato la città dovrà fare i conti con un’eredità infrastrutturale limitata, dall’altro potrà vantare il ricordo di un evento sportivo di grande prestigio e un possibile impulso alla crescita culturale degli sport invernali nel territorio lombardo e italiano.






