Milano, 21 febbraio 2026 – Un’accoglienza calorosa ha atteso la squadra femminile di short track all’arrivo a Casa Italia, a Milano, dopo la straordinaria performance alle Olimpiadi che ha portato le atlete a conquistare la medaglia d’argento nella finale della staffetta 3.000 metri. Tra urla, cori e applausi, le protagoniste della gara hanno condiviso con i giornalisti le loro emozioni e riflessioni su questa impresa sportiva.
Una medaglia che vale oro: le parole delle atlete

Chiara Betti ha espresso il desiderio che lo short track possa crescere in popolarità nel nostro Paese, sottolineando le difficoltà legate alla scarsità di impianti dedicati: “Spero che i bambini ci abbiano guardato e si siano appassionati al nostro sport, perché è veramente strabiliante”. L’auspicio è che la visibilità raggiunta possa favorire lo sviluppo di questa disciplina, ancora poco diffusa in Italia.
A descrivere la gara è stata poi Elisa Confortola, che ha illustrato la strategia adottata dal team: “Siamo entrate con la tattica di rimanere calme. Partivamo in quarta posizione, quindi era difficile prendere subito la testa della gara. Abbiamo deciso di osservare e mettere pressione alle squadre davanti. A metà gara c’è stato un contatto, ma siamo state brave a non cadere e a sfruttare ogni occasione. Abbiamo sfiorato l’oro per un pelo, ma questo argento pesa quanto un oro, considerata la fatica che abbiamo fatto con le staffette in questa stagione”.
Emozioni e speranze per il futuro dello short track
L’entusiasmo è stato condiviso anche da Arianna Sighel, che ha evidenziato il valore della medaglia come riconoscimento di una stagione difficile: “Ci abbiamo messo un po’ a trovare le sensazioni giuste e a gestire le dinamiche di gara, ma alla fine abbiamo dimostrato di meritarci un posto tra le migliori. Speriamo soprattutto di aver trasmesso qualcosa ai bambini: se anche uno solo si avvicinerà a questo sport, sarà già una vittoria”.
Commentando la finale, Sighel ha ricordato l’imprevedibilità dello short track: “Sapevamo di poter vincere una medaglia, ma tra squalifiche e cadute tutto può succedere. Nessuna squadra era imbattibile. Pensavo che il Canada fosse la favorita, ma la Corea ha superato le aspettative. Questo è il bello e il brutto di questo sport”.
L’argento conquistato dalla staffetta femminile italiana di short track rappresenta un risultato storico che potrebbe contribuire a dare maggiore visibilità e slancio a una disciplina ancora in crescita nel panorama sportivo nazionale.






