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Home Milano Cortina 2026

Olimpiadi, Di Centa: “Il vero successo è l’inclusione sociale e la crescita culturale”

L’ex campionessa riflette sull’eredità dei Giochi di Milano Cortina 2026: attenzione a inclusione, pari opportunità e ruolo delle donne nello sport italiano

by Sebastiana Risso
17 Febbraio 2026

Cortina d’Ampezzo, 17 febbraio 2026 – Manuela Di Centa, leggenda dello sci di fondo italiano e oggi dirigente sportiva di rilievo, traccia un bilancio articolato e ricco di significato sulle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. La sua riflessione va ben oltre il mero conteggio delle medaglie, ponendo l’accento sull’importanza culturale e sociale che questi successi rappresentano per lo sport italiano e per la società.

Un bilancio sportivo e sociale definito “splendido”

immagine

“Innanzitutto diciamo subito che non è finita e quindi già questo è importante“, esordisce Di Centa, sottolineando come il percorso olimpico sia ancora aperto. Il bilancio complessivo delle gare è per lei “splendido”, non solo per il numero di medaglie conquistate – che hanno raggiunto quota 23, superando il record storico delle 22 medaglie alle Olimpiadi di Lillehammer 1994, dove Di Centa stessa vinse cinque medaglie – ma soprattutto per il valore umano e sociale che queste vittorie portano con sé.

La ex fondista ricorda che il successo odierno è frutto di una programmazione attenta e di un lavoro strutturato realizzato dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dalle federazioni degli sport invernali e del ghiaccio. “È un bilancio femminile incredibile – afferma – perché ogni minima virgola è stata curata in questi quattro anni per dare la possibilità alle ragazze, alle mamme, di poter essere madri e contemporaneamente gareggiare e vincere“. Questo rappresenta, per Di Centa, “non solo un successo sportivo, ma un successo sociale e di crescita per il nostro sport e per la nazione”.

Il valore simbolico della presenza del Presidente Mattarella e la gestione della maternità nello sport

Un momento particolarmente significativo, secondo Di Centa, è stato il trionfo di Federica Brignone, la portabandiera dell’Italia ai Giochi, alla quale il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto rendere omaggio a Cortina, rafforzando il senso di squadra che va oltre il solo ambito sportivo: “Squadra vuol dire tutta, non solo quella sportiva“.

Di Centa affronta anche le recenti polemiche riguardanti Francesca Lollobrigida, madre e atleta di alto livello, sottolineando l’importanza di un’organizzazione efficiente che consenta alle atlete di conciliare maternità e carriera agonistica: “Riuscire a essere padrona della tua vita e contemporaneamente esprimerti ad altissimo livello non è facile. Si raggiunge quando si lavora bene con tutta l’organizzazione che sta a monte“. Il ruolo delle federazioni è cruciale: “Non è solo ‘aprire le porte’, è dire: sei in squadra, fai quello e torna. Sentirsi bene fa la differenza, ed è anche per questo che si riesce a vincere così bene”.

Per Di Centa, infine, la vittoria più grande è quella culturale: dimostrare che lo sport può essere pienamente compatibile con altri momenti fondamentali della vita, come la maternità.


Il contributo di Manuela Di Centa si arricchisce di una profonda esperienza personale e professionale. Ex atleta e plurimedagliata olimpica, Di Centa ha saputo portare avanti una carriera di successo anche come dirigente sportiva e politica, impegnandosi per la crescita e la valorizzazione dello sport italiano su più fronti.

Parallelamente, a Milano Cortina 2026, il nome di Federica Brignone si conferma protagonista assoluta. Dopo un grave infortunio subito nel 2025, la sciatrice ha fatto un ritorno eccezionale, vincendo due ori olimpici nel supergigante e nello slalom gigante, diventando la prima italiana a conquistare due ori nella stessa edizione dei Giochi invernali. Proprio la sua determinazione e il supporto familiare, come sottolineato da sua madre Ninna Quario, rappresentano un esempio tangibile di come lo sport e la vita personale possano convivere positivamente.

In questo contesto, l’attenzione resta alta sulle scelte di convocazione e sulle dinamiche di squadra, come evidenziato dalle parole critiche di Quario nei confronti della chiamata alle Olimpiadi della giovane Giada D’Antonio, ritenuta non ancora pronta per l’importante palcoscenico, a sottolineare l’importanza della meritocrazia nello sport.


Fonte: Sebastiana Risso - Olimpiadi, M. Di Centa: "Bilancio splendido, vittoria più grande è culturale e sociale"

Tags: Mico2026

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