Milano, 9 febbraio 2026 – Un’atmosfera carica di emozione e orgoglio ha avvolto il centro ‘Aquagranda’ di Livigno, teatro del ritorno trionfale di Lucia Dalmasso, bronzo nella gara di slalom gigante parallelo ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. La giovane snowboarder italiana, originaria di Falcade nelle Dolomiti, ha varcato il cancello con la medaglia ben stretta sotto la giacca, mentre un fascio di luce tricolore illuminava il cielo, accompagnato dal suono festoso di un campanaccio suonato dal padre.
La medaglia di bronzo e il significato personale

Lucia Dalmasso ha vissuto un pomeriggio di grandi emozioni: “Non sono ancora ben consapevole di cosa è successo”, ha confessato con voce commossa, raccontando anche un curioso episodio in cui la medaglia si è sfilata due volte dal laccetto durante la cerimonia. La dedica è speciale e sentita: “Va a mio nonno che mi ha trasmesso la passione per la neve”. Il trionfo non è stato privo di un pizzico di amarezza, con un pensiero rivolto ai compagni di squadra e a Manuel Fischnaller, altro atleta azzurro, per il quale ha sperato fino all’ultimo. Dopo il traguardo, l’abbraccio con la madre è stato carico di emozioni, tanto da farle perdere il ricordo delle parole scambiate in quel momento.
Il percorso sportivo di Lucia Dalmasso
Classe 1997, Dalmasso ha iniziato la sua carriera nello snowboard nel 2016, dopo aver praticato sci alpino fino all’età di diciotto anni. Dopo gli esordi in Coppa Europa e Coppa del Mondo, ha raggiunto importanti traguardi, tra cui la qualificazione alle finali di Coppa del Mondo a Cortina d’Ampezzo nel 2020 e il primo podio internazionale nel 2021. Nel corso degli anni ha collezionato otto podi in Coppa del Mondo, con quattro vittorie, dimostrando una costante crescita che l’ha portata a salire sul podio olimpico ai Giochi di casa, confermando il suo ruolo di punta nello snowboard parallelo italiano.
Il bronzo conquistato a Milano-Cortina 2026 rappresenta il culmine di un percorso fatto di sacrifici e dedizione, che ha visto Lucia emergere anche a livello nazionale con due titoli italiani assoluti nello slalom parallelo e gigante parallelo. La sua affermazione olimpica è un momento di grande orgoglio per lo sport italiano, celebrato con entusiasmo da famiglia e squadra.
In questo contesto, il campanaccio suonato dal padre non è solo un segnale di gioia, ma un simbolo di radici, famiglia e tradizione, elementi che hanno accompagnato Lucia Dalmasso nel suo cammino verso il podio olimpico.






