Milano, 13 febbraio 2026 – Il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) ha respinto il ricorso presentato dallo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, confermando la sua squalifica dai XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. La decisione, comunicata oggi, ratifica l’esclusione dell’atleta dalla competizione maschile di skeleton in seguito alla controversia legata al casco con cui intendeva gareggiare.
Il caso del casco commemorativo di Heraskevych e la decisione del TAS
Il ricorso di Heraskevych nasce dall’intenzione dell’atleta di utilizzare un casco decorato con le immagini di atleti ucraini morti durante la guerra in Ucraina, un gesto di commemorazione ritenuto dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) in violazione dell’articolo 50 della Carta Olimpica e delle linee guida sull’espressione degli atleti. In particolare, tali norme vietano espressioni di natura politica durante le gare, per preservare il carattere sportivo e neutrale della competizione.
Pur manifestando piena solidarietà verso la commemorazione di Heraskevych e il suo impegno a sensibilizzare il pubblico sul dolore patito dal popolo ucraino, l’Arbitro Unico nominato per il caso ha sottolineato come le limitazioni imposte siano ragionevoli e proporzionate, garantendo un equilibrio tra la libertà di espressione degli atleti e la necessità di mantenere l’attenzione sulle prestazioni sportive. Il TAS, vincolato a queste norme, ha pertanto respinto l’istanza, senza possibilità di deroga.
Reazioni e contesto olimpico
La squalifica aveva suscitato forti reazioni, sia all’interno del villaggio olimpico sia a livello internazionale. Sei atleti ucraini dello slittino hanno espresso solidarietà al loro connazionale con una protesta simbolica, inginocchiandosi e sollevando un casco bianco al termine della loro prova a staffetta. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito la decisione del CIO una forma di “assenso all’aggressore”, denunciando il mancato rispetto della missione storica dello sport di promuovere la pace.
D’altra parte, l’Arbitro del TAS ha riconosciuto che il ritiro dell’accredito a Heraskevych in questa circostanza fosse ingiusto e ha sostenuto la decisione del CIO di restituirglielo, permettendogli di rimanere presente ai Giochi.
Il caso Heraskevych si inserisce in un’edizione olimpica caratterizzata da importanti traguardi sportivi, come le medaglie d’oro conquistate da Federica Brignone e Francesca Lollobrigida, e da un clima di grande attenzione internazionale, sia per gli eventi sportivi sia per le tensioni geopolitiche che si riflettono anche nello scenario olimpico.






