Milano, 15 febbraio 2026 – In occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Benoit Richaud, noto coreografo e allenatore di pattinaggio artistico su ghiaccio, si è raccontato in un’intervista esclusiva rilasciata ad alanews. Richaud, che segue un impressionante gruppo di 16 atleti provenienti da 13 nazioni diverse, ha descritto il proprio percorso professionale, la gestione di un gruppo globale e la sua visione sul presente e sul futuro di questa disciplina sportiva.
Benoit Richaud: il coreografo “trasformista” con una scuderia internazionale

Nato a Avignone e cresciuto a Lione, il francese Benoit Richaud è una figura di spicco nel mondo del pattinaggio artistico, sia come ex pattinatore che come coreografo e allenatore. Dal suo ritiro dalle competizioni, ha costruito una carriera di successo lavorando con atleti di alto livello in tutto il mondo, diventando nel 2024 il vincitore del premio “Best Figure Skating Choreographer” agli ISU Skating Awards.
Richaud ha spiegato come gestisce un gruppo così vasto: “È un programma serrato. Dalla fine dei campionati del mondo, quindi da aprile, iniziamo a fare coreografie fino alla fine di luglio. Durante la stagione, gli atleti vengono da me o vado io da loro, ma ogni settimana è praticamente prenotata tra lavoro di rifinitura e gare”. La tecnologia gioca un ruolo fondamentale nel suo lavoro quotidiano: “Oggi posso ricevere video e parlare con gli atleti ogni giorno. Sicuramente è un lavoro no-stop”.
Gli allenatori e i coreografi spesso devono affrontare dinamiche complesse, ma Richaud esclude qualsiasi gelosia tra i suoi atleti: “Non c’è assolutamente alcun sentimento di gelosia tra loro. Sono una comunità che si supporta anche a vicenda, come si è visto durante le gare. C’è fiducia reciproca e questo è fondamentale per una collaborazione efficace”.
Un aspetto curioso e ormai iconico della sua presenza ai Giochi è il cambio frequente di giacche di rappresentanza, in base alla nazionalità dell’atleta che sta seguendo: “Arrivo all’arena con più di dieci giacconi, sembro un idiota avendoli tutti sulle spalle o in mano; li ripongo in uno stanzino e poi mi cambio a seconda di quale devo mettere”.
Il commento sul caso Malinin e il valore dello sport
Venerdì sera, Richaud è stato anche testimone del clamoroso flop dell’americano Ilia Malinin, soprannominato “Il Dio del quadruplo”. “Non sarà un’Olimpiade a definirlo, alla fine è solo una competizione, ti svegli il giorno dopo e sei ancora vivo. Quando decidi di fare sport accetti di perdere e accetti di vincere, fa parte dello sport ed è questo che lo rende interessante”.
Il coreografo ha però sottolineato come i social media rappresentino una sfida importante per i giovani atleti: “Ciò che mi preoccupa sono i social media: il nostro sport è molto giudicato e penso che abbiano avuto un grande impatto su quanto è capitato a Ilia. Quando si è adulti è già difficile gestire questa situazione, per i pattinatori penso sia terribile. Dobbiamo davvero pensare alla prossima generazione e a come sostenerla”.
Ilia Malinin, classe 2004, è una delle stelle emergenti del pattinaggio artistico mondiale. Detentore di numerosi record, è il primo atleta ad aver eseguito con successo un quadruplo Axel in competizione ufficiale e vanta un palmarès impressionante, che include due titoli mondiali (2024, 2025) e la medaglia d’oro nella gara a squadre alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Infine, Benoit Richaud ha espresso il proprio amore per l’Italia: “Adoro l’Italia, dopo gli Stati Uniti è il paese dove preferisco andare. Mi piace il cibo, la gente, l’architettura e il cappuccino! Le Olimpiadi qui a Milano mi hanno reso felicissimo. L’arena è davvero molto bella, ti fa sentire a casa”.
Il contributo di Richaud rimane centrale per lo spettacolo e il successo dei Giochi, incarnando la dedizione e la passione che animano il pattinaggio artistico a livello globale.
Fonte: Sebastiana Risso - Milano-Cortina'26, il trasformista Richaud: "Mille giacche? Sembro un idiota. Malinin vittima social






