Milano, 14 gennaio 2026 – Si infiammano le polemiche attorno alla scelta dei tedofori per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026. A prendere posizione sul caso è stato il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, che ha commentato le critiche e le tensioni sorte negli ultimi giorni riguardo la selezione dei portatori della fiaccola olimpica.
Malagò: “Coinvolgimento condiviso sui tedofori”
In occasione della Milano Wellness City 2030 all’Arena Civica, Malagò ha sottolineato che il progetto della fiamma coinvolge tutti gli stakeholder, senza escludere nessuno. “C’è un processo di individuazione dei tedofori condiviso con il Comitato Olimpico Internazionale sui criteri”, ha spiegato il numero uno della Fondazione. Riguardo ai pochi ancora non coinvolti, ha aggiunto che “lo saranno magari ad ore”. Malagò ha poi espresso un giudizio sulle polemiche, affermando che “noi italiani siamo campioni a creare polemiche” e che è “l’ultima cosa al mondo” pensare che una medaglia d’oro possa restare esclusa dalla cerimonia. Ha infine annunciato che “domani ci saranno delle puntualizzazioni” per chiarire la vicenda.
Salvini e Abodi: “Attesi i campioni più rappresentativi”
Anche i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture) e Andrea Abodi (Sport) si sono espressi sul tema, auspicando il coinvolgimento di “tutti gli atleti più rappresentativi”. Al termine di una videoconferenza dedicata ai tedofori, i due ministri hanno riferito di aver ottenuto rassicurazioni in tal senso. Le loro parole sono arrivate in un clima di crescente tensione, alimentata dall’esclusione di diversi ex campioni olimpici, soprattutto dello sci di fondo, e dalla scelta di affidare la torcia anche a personaggi dello spettacolo, come Gabriele Sbattella, noto come “Uomo Gatto” di Sarabanda, una decisione che ha suscitato critiche.
L’esclusione di alcuni protagonisti storici dello sport invernale italiano ha provocato reazioni dure, con l’ex fondista e oro olimpico Silvio Fauner che ha definito la situazione “un’offesa incredibile” e “una vergogna”. La Fondazione Milano-Cortina ha parlato di “dimenticanze” e ha spiegato che alcune scelte sono state affidate al CONI, che a sua volta ha precisato di occuparsi solo dei portabandiera della cerimonia d’apertura.
Il passaggio della fiaccola in Valtellina, previsto per fine gennaio con tappe a Livigno e Sondrio, si svolgerà in un clima di attesa e curiosità, mentre il dibattito nazionale sulle modalità di selezione dei tedofori continua ad animare il dibattito pubblico.






