Milano-Cortina, 6 febbraio 2026 – Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, torna al centro del dibattito sportivo una questione delicata e controversa: i sospetti di nuove forme di doping nel salto con gli sci. La recente attenzione mediatica ha rivelato una pratica finora poco considerata ma potenzialmente rivoluzionaria nel mondo del doping: l’uso di iniezioni di acido ialuronico nel pene per incrementarne temporaneamente le dimensioni e ottenere un vantaggio competitivo.
L’inganno delle tute più larghe: il meccanismo del doping nel salto con gli sci
Secondo quanto riportato da testate internazionali come il New York Times e la tedesca Bild, alcuni atleti potrebbero ricorrere a questa tecnica per modificare la propria conformazione corporea. L’incremento di volume del pene, rilevato dagli scanner 3D utilizzati per misurare con precisione le dimensioni degli atleti e quindi la taglia delle tute, consentirebbe di indossare una tuta più ampia. Questa caratteristica conferirebbe un effetto “vela” in volo, migliorando significativamente la performance in gara.
Studi scientifici pubblicati su riviste come Frontiers stimano che un aumento di appena 2 centimetri nell’ampiezza della tuta può tradursi in un guadagno di circa 5,80 metri nel salto, un margine enorme nel contesto olimpico. Il professor Kamran Karim, esperto di medicina sportiva del Maria-Hilf Hospital di Krefeld, ha confermato che è possibile un ingrandimento temporaneo del pene tramite iniezioni di paraffina o acido ialuronico, rendendo concreta questa forma di doping.
Il ruolo della Wada e le tensioni nel salto con gli sci
La World Anti-Doping Agency (Wada), con sede a Montréal e guidata dal presidente polacco Witold Bańka, ha dichiarato di monitorare attentamente la situazione, anche se finora non vi sono nomi di atleti coinvolti direttamente. Oliver Niggli, direttore generale della Wada, ha sottolineato che qualsiasi evidenza sarebbe trattata con la massima serietà, equiparandola a una violazione delle norme antidoping.
Il salto con gli sci non attraversa un periodo tranquillo: lo scorso 15 gennaio, due allenatori e un responsabile delle attrezzature della nazionale norvegese sono stati squalificati per 18 mesi per aver modificato illegalmente le tute, inserendo cuciture nelle zone strategiche per migliorarne l’aerodinamica e la dimensione, ottenendo così un vantaggio illecito.
La combinazione di questi episodi evidenzia come la disciplina stia affrontando una fase di forti tensioni legate alle pratiche illecite, mettendo in allarme tanto gli organismi di controllo quanto gli appassionati. La Wada, impegnata nel coordinamento globale della lotta al doping, continua a lavorare in stretta collaborazione con le federazioni sportive per garantire equità e trasparenza durante i Giochi olimpici.






