Losanna, 26 marzo 2026 – A poco più di due anni dall’inizio dei Giochi della XXXIV Olimpiade, in programma a Los Angeles dal 14 al 30 luglio 2028, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha annunciato una nuova e controversa direttiva riguardante l’ammissibilità alle competizioni femminili. La decisione, che segue una linea già adottata da alcune federazioni internazionali di atletica, pugilato e sci, prevede l’introduzione di un test cromosomico obbligatorio per le atlete che intendono partecipare alle gare femminili.
CIO e il ritorno al test cromosomico nelle Olimpiadi femminili
Il CIO, guidato dalla presidente Kirsty Coventry, ha ripristinato una politica già in vigore dal 1968 al 1996, imponendo che la partecipazione agli eventi femminili sia riservata esclusivamente a “persone di sesso biologico femminile che non presentano il gene SRY”. Tale norma esclude quindi le atlete transgender e una parte significativa di atlete intersex dalla competizione olimpica, limitando la partecipazione alle sole atlete che soddisfano questo criterio biologico.
La presidente Coventry, ex nuotatrice zimbabwese e prima donna africana a ricoprire la carica di presidente del CIO dal giugno 2025, ha sottolineato che la nuova normativa sarà applicata a partire dalle Olimpiadi di Los Angeles 2028 e non avrà effetti retroattivi. Ciò significa che medaglie già assegnate, come quella d’oro di Imane Khelif nel pugilato a Parigi 2024, rimarranno valide e non saranno revocate.

Implicazioni e contesto dell’adozione della nuova normativa
Questo provvedimento si inserisce in un contesto internazionale di crescente attenzione e dibattito sulle questioni di identità di genere e inclusività nello sport. L’adozione del test cromosomico riflette anche l’allineamento del CIO con alcune direttive politiche statunitensi, in particolare con l’ordine esecutivo emanato dall’allora presidente Donald Trump in materia di sport femminile.
Sul fronte organizzativo, i Giochi di Los Angeles 2028 si preparano a essere un evento di grande portata, con un budget stimato attorno ai 7 miliardi di dollari interamente finanziati dal settore privato. La città ha investito massicciamente nelle infrastrutture di trasporto pubblico e nelle ristrutturazioni degli impianti sportivi, in linea con la strategia di sostenibilità dell’Agenda 2020 del CIO.
Kirsty Coventry, che ha un passato da campionessa olimpica e ministra dello sport nello Zimbabwe, continua a guidare il movimento olimpico con l’obiettivo di bilanciare tradizione, innovazione e questioni etiche complesse, come quella appena emersa sulla partecipazione femminile. Il dibattito globale su questo tema appare destinato a proseguire fino all’appuntamento olimpico americano.






