Crans-Montana, 31 gennaio 2026 – Nel contesto dell’ultima gara femminile di Coppa del Mondo di sci alpino prima delle Olimpiadi invernali di Cortina, la località svizzera di Crans-Montana ha ospitato un supergigante che ha visto la Sofia Goggia protagonista con un brillante secondo posto. Nonostante la mancata tripletta azzurra, l’Italia si presenta all’appuntamento olimpico con un segnale di forza grazie alla performance della campionessa bergamasca, che ha dimostrato di essere tornata in grande forma e con la motivazione alle stelle.
Sofia Goggia e la gara di Crans-Montana: un segnale forte in vista di Cortina
Il supergigante disputato oggi a Crans-Montana, località situata nel Cantone Vallese della Svizzera, ha rappresentato l’ultima prova prima delle Olimpiadi di Cortina 2026 per le donne. In una giornata con condizioni meteorologiche e di neve ottimali, la gara ha avuto un esito sorprendente: la vittoria è andata all’elvetica Malorie Blanc, 21 anni, che si è imposta davanti alla nostra Sofia Goggia, autrice di una prova intensa e quasi “selvaggia”, come da sua tradizione. Goggia ha così conquistato il podio numero 66 in carriera, consolidando il suo primato nella classifica di specialità con 280 punti, ben davanti alla neozelandese Alice Robinson (sesta oggi con 220 punti).
La sciatrice italiana, campionessa olimpica nel 2018 nella discesa libera e vincitrice di quattro Coppe del Mondo di discesa, ha commentato con entusiasmo la sua performance: «Sono molto contenta di questa mia prova, sono stata libera di testa e tutta all’attacco, anche se non era facile gareggiare qui dopo quello che è successo a Capodanno». La sua determinazione è rivolta ora al grande appuntamento olimpico di casa, dove spera di esprimere la sua miglior versione.
Oltre a Goggia, anche Roberta Melesi ha brillato con un quarto posto, suo miglior risultato in carriera, mentre Federica Brignone ha chiuso diciottesima dopo un errore che le ha fatto perdere velocità. La gara azzurra avrebbe potuto regalare ancora più soddisfazioni se non fosse stato per l’incredibile errore di Laura Pirovano, che, pur essendo in testa con un vantaggio considerevole, ha saltato l’ultima porta a causa di una piccola compressione del terreno che l’ha sbalzata fuori linea.
La comunità italiana a Crans-Montana e le ripercussioni dopo la tragedia di Capodanno
La località svizzera di Crans-Montana, nota per essere una rinomata meta sciistica con circa 140 km di piste, è al centro anche di una forte mobilitazione da parte della comunità italiana residente e dei proprietari di seconde case, soprattutto milanesi. Dopo il tragico incendio che ha causato 40 morti e 116 feriti, quasi tutti minorenni, durante la notte di Capodanno all’interno del locale Le Constellation, la comunità italiana ha espresso un profondo sdegno e una seria preoccupazione per la sicurezza e la gestione del territorio.
Tre avvocate milanesi – Vittoria Giustiniani, Federica Viviani e Alessandra Pandarese – hanno guidato un’iniziativa che vede coinvolti circa 250 italiani con la seconda casa a Crans-Montana. In una lettera inviata all’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, chiedono rigore, giustizia e trasparenza. «Gli italiani qui sono arrabbiati e hanno paura per i loro figli», afferma Giustiniani, sottolineando come già si registrino disdette dagli hotel e dagli affitti turistici, con un evidente impatto economico. L’obiettivo è trasformare il dolore in pressione affinché vengano applicate regole più severe e venga garantita la sicurezza.
Le critiche si concentrano anche sulla gestione giudiziaria, ritenuta insufficiente e tardiva, con accuse di superficialità nelle autopsie e ritardi negli interrogatori. Viviani ha evidenziato come la giustizia debba concretizzarsi anche in tutele risarcitorie per le vittime, per garantire credibilità al sistema. Pandarese ha infine elencato le mancanze rilevate nel locale: uscite di sicurezza inutilizzabili, materiali infiammabili, assenza di sistemi antincendio e personale non addestrato, definendo la situazione come un possibile dolo eventuale e un reato in flagranza.
La comunità italiana a Crans-Montana si trova oggi davanti a un bivio: mantenere il silenzio o spingere per un cambiamento radicale nella gestione della località, con un impegno per la sicurezza e la trasparenza. Alcuni residenti hanno già manifestato l’intenzione di lasciare la località se non si dovessero registrare miglioramenti concreti nel breve termine.






