Milano, 21 febbraio 2026 – Arianna Fontana, pluricampionessa italiana di short track, ha commentato la recente caduta avvenuta durante la staffetta femminile, soffermandosi anche su temi importanti legati alla sicurezza in pista.
Le parole di Arianna Fontana sulla caduta in staffetta

“Sono ancora tutta intera, anche se un po’ acciaccata: ho rimediato due piccoli tagli, uno sulla schiena e uno sulla chiappa destra. Nulla di serio, per fortuna”, ha dichiarato Arianna Fontana riferendosi all’incidente avvenuto ieri sera. “Anzi, riguardando la caduta con l’atleta polacca, direi che mi è andata decisamente meglio rispetto a lei. Spero stia bene, perché dal video non sembrava proprio una caduta leggera”. La campionessa ha poi tracciato un bilancio positivo della stagione: “Essendo l’ultima gara, in un certo senso è andata bene così. È stata una giornata in salita, ma ripensando a tutto — alla preparazione, al fatto di gareggiare in casa, alla competitività ritrovata, a tutte le finali raggiunte — e poi alle medaglie conquistate, sia individuali sia con le staffette, non potevo davvero chiedere di più”.
Sicurezza in pista: gli occhiali obbligatori e l’ipotesi della visiera
Fontana ha inoltre affrontato il tema della sicurezza in pista, sottolineando come “la visiera potrebbe sicuramente aiutare e forse in futuro verrà introdotta più diffusamente”. Un passo importante è stato fatto alcuni anni fa con l’introduzione dell’obbligo degli occhiali protettivi: “Già è stato un passo importante rendere obbligatori gli occhiali un paio di anni fa: fino a poco tempo prima non lo erano nemmeno”. Nonostante ciò, la campionessa ha ricordato che “pattiniamo con lame ai piedi, quindi il rischio fa parte del nostro sport, lo sappiamo”. Fontana si è detta comunque fiduciosa che si possano trovare ulteriori soluzioni per aumentare la sicurezza durante le gare.
Il tema della sicurezza nello short track è al centro dell’attenzione, soprattutto in seguito a episodi come quello verificatosi durante la staffetta femminile, che ha coinvolto atlete di alto livello e ha riacceso il dibattito sulle misure protettive più efficaci per tutelare gli sportivi.






