Roma, 17 febbraio 2026 – La presenza femminile nei vertici dello sport italiano resta ancora un tema critico, come sottolineato con fermezza da Manuela Di Centa, ex fondista olimpica e attuale dirigente sportiva. Nel corso di un recente intervento, Di Centa ha evidenziato le difficoltà che le donne incontrano nell’accesso ai ruoli decisionali nelle federazioni sportive nazionali, ribadendo che il cammino verso una reale parità è ancora lungo.
La testimonianza di Manuela Di Centa sulla leadership femminile nello sport

“Non solo nelle aziende, ma anche nella dirigenza sportiva siamo ancora molto indietro”, ha dichiarato Manuela Di Centa, ricordando come le atlete abbiano conquistato sul campo il rispetto e i risultati, ma che nei posti di comando la situazione è diversa. “Noi donne abbiamo conquistato sul campo quello che sappiamo prenderci, ma nei ruoli decisionali c’è ancora tanta strada da fare”, ha aggiunto, invitando a un’accelerazione consapevole delle responsabilità.
Di Centa ha sottolineato che, nonostante le cariche siano elettive, è ormai chiaro a tutti che un equilibrio che nasce dalla diversità porta più valore di una visione unica. Il dato più emblematico, secondo lei, è che su 45 federazioni sportive nazionali italiane, soltanto una ha una presidente donna, segnale evidente che la strada verso la parità è ancora lunga.
Il ruolo simbolico di Kirsty Coventry e l’evoluzione necessaria
Riguardo alla possibilità di una donna alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), Manuela Di Centa ha richiamato l’esempio di Kirsty Coventry, eletta nel 2025 presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Coventry, ex nuotatrice e ministra dello sport dello Zimbabwe, simbolizza un salto storico: è la prima donna e la prima africana a ricoprire tale incarico.
“Intanto abbiamo conquistato, in senso simbolico, la presidenza di Kirsty Coventry: un’atleta, giovane, mamma. Questo rappresenta un salto enorme, perché dà una spinta a tutti, ai dirigenti, alle famiglie, alle nuove generazioni”, ha spiegato Di Centa. Per l’ex campionessa olimpica, questo non rappresenta solo il superamento di un tetto di cristallo, ma una naturale evoluzione verso un equilibrio necessario.
“Perché chi frena il cambiamento, alla fine resta indietro”, ha concluso, invitando a una maggiore consapevolezza e responsabilità nel promuovere la presenza femminile nei ruoli apicali dello sport italiano.
Manuela Di Centa, classe 1963, è stata una delle fondiste italiane più vincenti della storia, con sette medaglie olimpiche e due Coppe del Mondo generali vinte negli anni Novanta. Dopo la carriera agonistica si è dedicata alla dirigenza sportiva e alla politica, ricoprendo incarichi di rilievo nel CONI e al Parlamento italiano. Oggi rappresenta una voce autorevole e critica sui temi della rappresentanza femminile nello sport.
Kirsty Coventry, eletta nel 2025 presidente del CIO, ha una storia altrettanto significativa: ex campionessa olimpica di nuoto con sette medaglie tra Atene 2004 e Pechino 2008, è stata anche ministra della gioventù e dello sport in Zimbabwe. La sua nomina come prima donna alla guida del CIO segna un momento storico per lo sport mondiale e un modello di riferimento per chi, come Di Centa, chiede un cambiamento strutturale anche in Italia.
Fonte: Sebastiana Risso - Di Centa: "Dirigenza ancora indietro sulle donne. Una presidente su 45 federazioni"






