“Per me è stato un percorso di crescita anno per anno e ho cercato di standardizzare una performance negli anni, quindi di presentarmi al cancelletto di partenza con uno status mentale che fosse più o meno sempre quello”. Così Federica Brignone intervenendo al Fan Village delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, ospitato al Castello Sforzesco. “La pista cambia, cambiano le condizioni, cambiano le sensazioni – ha spiegato -. Ho cercato di ricreare questo status mentale con concentrazione, focus, attivazione del corpo fin dall’allenamento e rifare la stessa cosa in gara. In realtà si chiamano rituali, ma io cerco di attivare tutto il mio corpo e la mia mente: faccio respirazione, mi concentro, visualizzo. Sono aspetti che ho perfezionato e migliorato col tempo. È un percorso che parte tanti anni fa”. Ripercorrendo uno dei momenti più difficili della sua carriera, Brignone ha raccontato anche i momenti affrontati dopo l’infortunio: “Mi sono resa conto subito di quello che è successo. È stato difficile da digerire, da accettare. Non me l’ero immaginato, non era nella mia testa. Ho vissuto giorno per giorno”. “È stato un percorso talmente difficile che mai mi sarei sognata di poter raggiungere un risultato del genere – ha aggiunto -. Forse proprio per questo l’ho raggiunto. Sono andata alle Olimpiadi ed ero contenta di esserci. Dopo il mio infortunio non ero sicura neanche di poter tornare a sciare. Il danno è stato veramente grande. L’idea di poter arrivare ai Giochi ed essere competitiva, non per fare una comparsata ma per gareggiare davvero, per me è stato talmente bello che tutto il resto è stato un ‘di più'”.






