Milano, 20 febbraio 2026 – Le Olimpiadi invernali sanno essere tanto gloriose quanto crudeli, e Tommaso Giacomel ne ha assaporato il lato più amaro proprio nell’atto finale. Nella mass start maschile, l’azzurro ha accarezzato il sogno del podio per metà gara, mettendo in mostra una forma magistrale prima che il destino presentasse un conto salatissimo. Dopo l’argento conquistato nella staffetta mista, Giacomel cercava l’acuto individuale per coronare un percorso di crescita costante, ma un improvviso problema fisico lo ha costretto alla resa nel momento più alto della sua competizione.
Una condotta di gara impeccabile
La prova era iniziata sotto i migliori auspici. Giacomel, tra i più attesi al cancelletto di partenza, aveva approcciato i primi due poligoni con una freddezza da veterano. Due sessioni di tiro perfette, zero errori e una velocità d’esecuzione che lo avevano proiettato in testa alla classifica dopo la seconda serie a terra. Mentre gli avversari faticavano a trovare il ritmo, l’azzurro sembrava in totale controllo, pronto a gestire il vantaggio e a giocarsi le medaglie pesanti nei giri conclusivi. La sensazione di un’impresa storica era tangibile tra i tecnici e i tifosi italiani.
Il crollo fisico di Giacomel e l’addio ai giochi
L’idillio si è rotto improvvisamente durante la frazione di fondo. In pochi chilometri, la sagoma di Giacomel è scivolata inesorabilmente dal primo al decimo posto, accumulando un distacco anomalo dal gruppo di testa. La causa è emersa poco dopo: un fortissimo dolore al fianco ha impedito all’azzurro di sciare con la consueta efficacia. Nonostante i tentativi di stringere i denti, il segnale ai tecnici è stato inequivocabile. Il ritiro ha messo fine a un’Olimpiade intensa, che lo ha visto protagonista in sei gare (dal 6° posto nell’individuale al 9° nell’inseguimento), ma che si chiude con il rimpianto di un podio svanito non per errore tecnico, ma per un tradimento del fisico proprio sul più bello.






