Milano, 30 gennaio 2026 – L’aumento del numero di partite stagionali nei principali campionati europei ha comportato un incremento significativo degli infortuni tra i calciatori, con ripercussioni economiche e sportive rilevanti. È quanto emerso dall’analisi presentata oggi all’Hotel Sheraton Milan San Siro durante il convegno “Gestione del calciatore come asset di mercato”, promosso dall’Associazione italiana direttori sportivi in collaborazione con Master Group Sport.
Crescita degli infortuni e impatto economico

“L’aumento delle nuove partite ha generato un incremento del 50% dei giorni di infortunio a stagione”, ha dichiarato Fabio Poli, direttore organizzativo dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC). Lo studio ha analizzato l’incidenza degli infortuni nei primi tre campionati europei: Premier League, Serie A e Liga. Il dato allarmante si traduce in una perdita economica stimata in un miliardo e mezzo di euro, una cifra che rappresenta investimenti latenti non valorizzati a causa dei tempi di recupero prolungati.
Il convegno ha visto la partecipazione di importanti esponenti del mondo sportivo, tra cui il presidente di Lega Serie A Ezio Simonelli, il presidente del Coni Lombardia Marco Riva e il segretario generale di Lega Serie B Gabriele Nicolella, che hanno discusso delle strategie per migliorare la gestione della salute dei giocatori e ottimizzare la programmazione delle competizioni.
Prevenzione e gestione degli infortuni: il punto di vista medico
Il medico sociale dell’AC Milan, Stefano Mazzoni, ha sottolineato l’importanza della prevenzione: “Prevenire è sempre meglio che curare”. Per tutelare la salute degli atleti, è fondamentale attuare protocolli rigorosi che prevedano accertamenti medici iniziali approfonditi e un monitoraggio costante durante tutta la stagione.
Mazzoni ha inoltre evidenziato una chiara correlazione fra l’incremento delle partite e l’aumento degli infortuni, sottolineando che non si tratta semplicemente di ridurre il numero complessivo di gare ma di gestire con attenzione la loro distribuzione nel calendario, assicurando tempi di recupero adeguati: “È importante anche il numero di ore che lasci tra una partita e l’altra”, ha spiegato.
Fabio Poli, ex attaccante e oggi dirigente sportivo, ha portato la sua esperienza professionale all’interno di questo dibattito, evidenziando come la gestione del carico di lavoro degli atleti sia cruciale per la salvaguardia della loro integrità fisica e per la valorizzazione degli investimenti economici nel settore calcistico.
L’analisi dell’AIC e il confronto tra dirigenti, tecnici e medici aprono così la strada a un ripensamento della programmazione sportiva, con l’obiettivo di bilanciare la competitività delle competizioni con la salute e la longevità professionale dei calciatori.
Fonte: alanews - Calcio, l'analisi Aic: "L'aumento delle partite ha fatto crescere del 50% i giorni di infortunio"






