New York, 19 marzo 2026 – Val Kilmer torna protagonista sul grande schermo grazie all’intelligenza artificiale. L’attore statunitense, scomparso nel 2025 all’età di 65 anni a causa di una polmonite dopo una lunga battaglia contro un tumore alla gola, è stato virtualmente “resuscitato” per il film storico d’avventura As Deep as the Grave. La produzione indipendente di Coerte Voorhees ha infatti utilizzato tecnologie di IA generativa per completare il ruolo di Padre Fintan, un prete cattolico e spiritualista nativo americano, originariamente affidato a Kilmer prima della sua morte.
Il ritorno virtuale di Val Kilmer in “As Deep as the Grave”
Val Kilmer era stato scelto nel 2021 per interpretare Padre Fintan in questa pellicola ambientata nel Sud-Ovest americano, che racconta la vicenda di Ann Axtell Morris, una delle prime archeologhe donne, impegnata in ricerche sul popolo Anasazi. Tuttavia, a causa delle condizioni di salute aggravate dal cancro alla gola, Kilmer non poté mai raggiungere il set per girare alcuna scena. Per evitare di sostituirlo, la produzione ha adottato un avanzato sistema di intelligenza artificiale per ricostruire la sua immagine e la voce, basati su materiali forniti direttamente dalla famiglia dell’attore, con il consenso esplicito dei suoi figli Mercedes e Jack Kilmer.
La figlia Mercedes ha commentato: “Mio padre ha sempre visto le tecnologie emergenti con ottimismo, come strumenti per ampliare le possibilità narrative. Questo spirito è stato onorato nel film, di cui lui è una parte integrante“. La voce digitale di Kilmer nel film riflette anche le caratteristiche della sua malattia, dando autenticità al personaggio di Padre Fintan, affetto da tubercolosi.
L’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema: un dibattito acceso
L’impiego dell’IA per riportare in vita un attore scomparso rappresenta una scelta innovativa e al contempo controversa nel mondo del cinema. Nel caso di Val Kilmer, la decisione è stata presa nel rispetto delle normative sindacali e con la compensazione dovuta agli eredi, distinguendosi da altre situazioni più controverse che hanno provocato forti reazioni da parte dei sindacati degli attori, come il SAG-AFTRA.
Il regista Coerte Voorhees ha dichiarato di aver scelto questa soluzione per rispettare la volontà dell’attore e la sua importanza nel progetto: “Sostituirlo non era un’opzione. Dovevamo trovare un modo per onorare la sua eredità e il legame con la storia narrata“. La produzione, durata sei anni e rallentata dalla pandemia di Covid-19, ha così potuto mantenere Kilmer come protagonista, dando un esempio significativo di come la tecnologia possa trasformare il modo di raccontare storie nel cinema contemporaneo.
Val Kilmer, noto per i ruoli iconici di Iceman in Top Gun e di Jim Morrison in The Doors, resta così presente nel panorama cinematografico anche dopo la sua morte, grazie a una tecnologia che consente di ampliare i confini della narrazione audiovisiva.






