New York, 28 gennaio 2026 – Si avvicina la prima al Trump Kennedy Center del documentario Melania, dedicato alla First Lady Melania Trump, e le indiscrezioni sul set continuano ad alimentare un clima di tensione. Il magazine Rolling Stone ha raccolto le testimonianze di membri della troupe che hanno lavorato alle riprese tra Washington, New York e Mar-a-Lago nei venti giorni precedenti al secondo insediamento presidenziale di Donald Trump, rivelando un ambiente di lavoro caotico e disorganizzato.
Il caos sul set e le tensioni nella troupe
Secondo quanto riportato, almeno due terzi dello staff che ha lavorato nella Grande Mela ha chiesto di non essere accreditato nei titoli di coda, a causa delle difficoltà vissute durante le riprese. “Non sono stati soldi facili”, ha dichiarato un operatore, lamentando orari estenuanti e una gestione complessivamente disordinata. La troupe ha sottolineato che Melania Trump è stata “sempre disponibile e gentile”, ma la presenza del regista Brett Ratner ha lasciato un ricordo negativo in alcuni membri della produzione, tanto da farli pentire di aver accettato l’incarico sapendo della sua partecipazione.
Nel frattempo, Melania Trump ha partecipato all’evento di apertura della Borsa di New York, suonando la campanella in vista dell’uscita imminente del film, prodotto da Amazon, che arriverà nelle sale dopodomani. La First Lady ha promosso il documentario anche su Fox, esortando all’unità e affermando che al marito Donald Trump il film “è piaciuto molto”.
Reazioni e dibattito pubblico
Il debutto del documentario ha scatenato anche la satira dei comici della televisione notturna statunitense. Jimmy Kimmel ha ironizzato su una presunta “tangente” da 75 milioni di dollari da parte di Amazon, mentre Melania si trova ad affrontare domande scomode, tra cui quella sull’uccisione dell’infermiere Alex Pretti a Minneapolis, durante le proteste contro le brutalità dell’ICE.
La figura di Melania Trump, 45ª e 47ª First Lady degli Stati Uniti, continua a suscitare interesse e controversie. Ex modella slovena naturalizzata statunitense, ha ricoperto il ruolo di First Lady nei due mandati non consecutivi del marito Donald Trump, il quale è tornato alla presidenza nel 2025 dopo la vittoria elettorale. La sua immagine è stata al centro di numerosi progetti mediatici e iniziative di beneficenza, ma anche di polemiche legate alla gestione della sua rappresentazione pubblica.
Il documentario Melania rappresenta dunque un ulteriore tassello nel complesso racconto della famiglia Trump, tra luci e ombre, che continua a dividere l’opinione pubblica americana e internazionale.
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