Minneapolis, 31 gennaio 2026 – Il leggendario cantante statunitense Bruce Springsteen è tornato al centro dell’attenzione con una partecipazione a sorpresa a Minneapolis, manifestando la sua ferma opposizione alle azioni dell’ICE (Ufficio per il Controllo dell’Immigrazione e delle Dogane). Nel corso di un evento di beneficenza organizzato nel noto locale First Avenue, Springsteen ha espresso la sua protesta esibendosi con la scritta provocatoria “Arrest the president” sulla sua chitarra, accompagnando il nuovo brano “Streets of Minneapolis”, dedicato alle vittime Renee Good e Alex Pretti, uccisi recentemente durante scontri con agenti federali.
Il concerto di protesta e solidarietà
L’iniziativa, promossa da Tom Morello, chitarrista dei Rage Against The Machine, ha avuto un forte impatto emotivo e politico. Morello ha aperto la serata con l’iconico “Killing in the Name”, un inno contro l’oppressione, mentre Bruce Springsteen ha incantato circa 1.500 spettatori con una performance intensa e partecipativa. Il concerto, parte della campagna “Defend Minnesota!”, ha raccolto fondi destinati alle famiglie di Good e Pretti, due cittadini americani vittime del giro di vite anti-immigrati.
Al termine dello show, Springsteen e Morello hanno guidato la folla fuori dal locale per una marcia pacifica per le strade di Minneapolis, sulle note di “Let’s Go Crazy” di Prince. In un discorso appassionato, Morello ha ammonito: «Se somiglia a fascismo, se agisce come fascismo, se mente come fascismo, è fascismo».
Renee Good, simbolo della protesta anti-ICE
Renee Nicole Good, madre di tre figli, è stata uccisa il 7 gennaio scorso da un agente federale durante un’operazione dell’ICE nel quartiere di Minneapolis. Nonostante la narrazione ufficiale che l’ha dipinta come una minaccia, le indagini e le testimonianze confutano questa versione, evidenziando il suo ruolo di legal observer, incaricata di documentare le azioni degli agenti. La tragica vicenda ha scatenato una vasta ondata di proteste in tutta la città e ha fatto crescere l’attenzione sull’operato dell’ICE, soprattutto dopo che le autorità federali hanno definito i volontari che monitorano le attività degli agenti come “terroristi interni”.
La morte di Good ha segnato un punto di svolta nelle mobilitazioni contro le politiche migratorie restrittive, attirando solidarietà trasversale e determinando un aumento significativo degli attivisti impegnati nella sorveglianza delle operazioni federali.
Bruce Springsteen, un impegno di lunga data
Bruce Springsteen, classe 1949, è da sempre noto non solo per la sua musica rock coinvolgente ma anche per il suo impegno civile e politico. Con oltre 140 milioni di dischi venduti e numerosi premi tra Grammy, Oscar e Tony Award, “The Boss” ha spesso utilizzato la sua arte per raccontare le storie degli emarginati e sostenere cause sociali. La sua presenza a Minneapolis si inserisce in questo solco, rafforzando la sua immagine di artista impegnato e voce critica contro le ingiustizie sociali, specialmente in un momento di tensione e conflitto politico negli Stati Uniti.





