Roma, 12 febbraio 2026 – Nel panorama mediatico italiano continua a tenere banco il confronto acceso tra Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti, due volti noti della televisione nazionale. L’ultimo scambio di dichiarazioni ha riacceso il dibattito sulla libertà di informazione e sulle dinamiche di potere all’interno della Rai, con Ranucci che accusa apertamente la rete pubblica di essere sottoposta a influenze politiche.
Sigfrido Ranucci e l’attacco a Massimo Giletti
Sigfrido Ranucci, giornalista noto per la sua conduzione di programmi d’inchiesta come Report, ha dichiarato che gli attacchi ricevuti da Massimo Giletti derivano dal fatto che parlare di lui garantisce un incremento degli ascolti. Ranucci sostiene che l’interesse mediatico verso la sua figura spinga Giletti a un’aggressività strumentale, alimentata dalla competizione per il pubblico televisivo. L’accusa è forte: dietro a questi scontri ci sarebbe una logica di audience che supera il valore dell’informazione corretta e indipendente.

Rai sotto accusa: tra indipendenza e pressioni politiche
Il tema centrale della polemica riguarda la presunta asservimento della Rai al Governo. Ranucci denuncia una condizione in cui la televisione pubblica non sarebbe più un veicolo di pluralismo e autonomia, ma uno strumento politico al servizio dell’esecutivo. Questa tesi non è nuova e si inserisce in un contesto più ampio di dibattito sulla gestione della rete pubblica, che ha visto negli ultimi mesi diverse tensioni interne e critiche da parte di giornalisti e rappresentanti della società civile.
Negli ultimi anni, infatti, la Rai è stata al centro di numerose polemiche riguardanti la nomina dei vertici e le scelte editoriali, con accuse di un’influenza crescente da parte di partiti politici. Le dichiarazioni di Ranucci, dunque, riflettono una visione critica che continua a sollevare interrogativi sull’effettiva indipendenza dell’informazione nel servizio pubblico.
Il confronto tra Ranucci e Giletti, oltre a rappresentare uno scontro personale, evidenzia come la televisione italiana sia un terreno delicato dove si intrecciano interessi politici, economici e mediatici, con ripercussioni rilevanti sulla qualità del dibattito pubblico.



