Sanremo, 28 febbraio 2026 – Si sta per concludere la “settimana santa” del Festival di Sanremo, e per Laura Pausini, alla sua prima esperienza da co-conduttrice sul palco dell’Ariston, è tempo di un bilancio personale e professionale. La cantante romagnola, icona internazionale della musica italiana, ha condiviso con i giornalisti le emozioni vissute durante la manifestazione, riflettendo sul proprio percorso artistico e umano.
Sanremo: un’esperienza di crescita e consapevolezza per Laura Pausini
Durante l’incontro con la stampa, Laura Pausini ha espresso: “Sanremo forse mi ha aiutato a farmi volere un po’ più bene“. Un commento che racchiude la sua nuova serenità e la volontà di superare vecchie e nuove polemiche, dalle critiche alla cover di “Due Vite” di Marco Mengoni fino alla controversia legata all’interpretazione dell’inno di Mameli all’apertura dei Giochi di Milano-Cortina. La cantante ha sottolineato come, nonostante qualche ruga in più e tanta esperienza, il suo modo di essere sia rimasto sostanzialmente lo stesso, confermando la sua autenticità.
Dal ritmo inizialmente serrato imposto dalla scaletta, Pausini ha poi trovato il suo spazio per rilassarsi e divertire il pubblico, emozionando con brani come “16 Marzo” di Achille Lauro e con un potente medley che ha aperto la serata dedicata alle cover. Particolarmente significativo è stato il suo messaggio di pace affidato all’interpretazione di “Heal the World” di Michael Jackson, un gesto che ha suscitato reazioni diverse ma che lei ha difeso con convinzione: “Abbiamo usato una canzone che in questo momento viene cantata dai monaci che percorrono a piedi vari paesi dell’America, lanciando un messaggio e lasciando un fiore nelle città che percorrono per raccontare la pace e la fratellanza“. Questo momento ha avuto un valore personale importante, come dimostra il messaggio ricevuto da sua figlia, che le ha scritto di essere orgogliosa.
Non sono mancate parole anche sul ruolo più ampio della sua arte: “Finché io per voi sarò solamente una cantante italiana che va in Sud America e non una cantante che utilizza la voce per dire delle cose, forse non vi basterà mai“, ha affermato con un pizzico di amarezza, evidenziando l’impegno sociale e civile che accompagna la sua carriera.
Dal palco di Sanremo al futuro artistico
La Pausini ha voluto chiudere con serenità anche la polemica con Gianluca Grignani, ricordando che il loro rapporto è segnato dalla professionalità e dalla musica: “Il mio numero lo ha, non l’ho mai cambiato, aspetto quello che vuole. Faccio la cantante, canto canzoni e cerco di fare il mio meglio“.
Con una carriera che conta oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming, e prestigiosi riconoscimenti internazionali come un Grammy Award, quattro Latin Grammy Awards, un Golden Globe e una candidatura agli Oscar, Laura Pausini ha condiviso la sua evoluzione artistica e personale: “Dopo il primo album ‘Io Canto’, nel 2007, mi sono ritrovata la prima donna a San Siro: da quel disco in avanti ho scoperto di volermi prendere il coraggio di non raccontare solo la fragilità, ma di imparare ad essere io stessa non solo fragile“.
La cantante, che proprio a Sanremo ha iniziato la sua ascesa nel 1993 vincendo la sezione Nuove Proposte con “La solitudine”, ha accettato la sfida di condurre il Festival, un ruolo che le è stato chiesto da Carlo Conti e che ha definito emozionante e impegnativo: “L’Eurovision Song Contest di Torino è stato uno dei momenti più belli della carriera, ma Sanremo è un batticuore. Sono fortunata, ho vinto tanti premi internazionali, ma per me questo è il più importante“, ha detto con gli occhi lucidi, ricordando anche di essersi inginocchiata sul palco nel punto esatto in cui Pippo Baudo, nel 1993, la proclamò vincitrice.
Appena terminato il Festival, la cantautrice partirà per la Francia per un nuovo impegno lavorativo, segno di una carriera ancora vibrante e dinamica.
Sul futuro si è mostrata aperta a nuove sfide, anche alla possibilità di assumere la direzione artistica di Sanremo: “Non sono ancora in grado. Dico ‘ancora’ perché prima dicevo che non avrei mai condotto e invece adesso condurrei sempre“. Riguardo a un’eventuale nomina di Elisa come direttrice artistica, ha sottolineato: “Se le piace sarebbe una scelta importante. Ma una cosa è sicura: è un ruolo molto difficile, donna o uomo deve essere una persona capace“.






