Che sarebbe stato il suo Festival lo si è intuito fin dalla prima esibizione. Sal Da Vinci, classe 1969, è tornato sul palco del Festival di Sanremo dopo 17 anni con “Per sempre sì”, brano che, al di là del piazzamento finale, ha segnato una delle presenze più riconoscibili di questa edizione. Carisma, intensità interpretativa e un rapporto diretto con il pubblico: elementi che hanno confermato come la sua rincorsa al grande successo parta da lontano. Nato come Salvatore Michael Sorrentino, ha debuttato a soli 7 anni incidendo un brano con il padre Mario Da Vinci, attore e cantante, avviando così un percorso artistico costruito passo dopo passo.
Tra radici partenopee e anima pop: ecco chi è Sal Da Vinci
Per affermarsi, Sal Da Vinci ha lavorato a lungo su uno stile personale e riconoscibile. Le radici partenopee restano centrali – nonostante sia nato a New York mentre la madre seguiva il marito in tournée – ma si fondono con sonorità pop contemporanee. Il risultato è un repertorio che alterna ballad melodiche a contaminazioni latin-pop, mantenendo sempre un forte impianto narrativo.
Il teatro è stato la sua vera palestra. Protagonista di musical di successo come “Stelle A Metà”, di cui ha scritto anche colonna sonora e musiche, “Italiano Di Napoli” e, nel 2019, “La Fabbrica dei Sogni”, ha collezionato sold out e affinato una cifra espressiva marcatamente teatrale. Sul palco, ogni parola è accompagnata da gesti e mimica, in una performance che va oltre il semplice canto.
Il successo discografico più eclatante è arrivato nel 2024 con “Rossetto e Caffè”: oltre 120 milioni di streaming tra YouTube e Spotify e due dischi di platino, numeri che hanno trasformato il singolo in un fenomeno virale, ampliando ulteriormente la sua platea.
“Per sempre sì”: il brano che ha vinto il Festival
A Sanremo, con “Per sempre sì”, Sal Da Vinci porta una dichiarazione d’amore senza sfumature: quella promessa eterna pronunciata “davanti a Dio”. Durante l’esibizione si indica l’anulare, gesto simbolico che richiama il matrimonio in chiesa e rafforza il messaggio del brano.
La dedica è per la moglie Paola Pugliese, conosciuta quando lui aveva appena 15 anni e compagna di una vita. Un legame che ha attraversato decenni, successi e difficoltà, e che oggi si riflette anche nella dimensione familiare: due figli e la gioia di essere diventati nonni.
Un Sanremo che segna dunque non solo un ritorno artistico, ma anche la celebrazione pubblica di una storia personale che Sal Da Vinci ha scelto di trasformare in musica.






