Romina Power è stata ospite dell’ultima puntata di Supernova, il podcast condotto da Alessandro Cattelan. Nel corso dell’intervista l’artista ha ripercorso aspetti della sua vita personale e professionale, presentando anche il suo nuovo libro, Pensieri profondamente semplici. L’abbecedario della mia vita, un racconto intimo fatto di ricordi, riflessioni e tappe fondamentali del suo percorso.

Romina Power: un’infanzia tra viaggi e l’inizio davanti alla macchina da presa
Nata a Los Angeles, Romina Power ha raccontato di un’infanzia segnata da continui spostamenti dopo la separazione dei genitori. Lei e la sorella vennero mandate dalla nonna in Messico e successivamente iscritte a un collegio di suore. Il suo nome, Romina, è una creazione dei genitori, ispirata al loro matrimonio celebrato a Roma, nella chiesa di Santa Francesca Romana. Dopo il nuovo matrimonio della madre, le due bambine si trasferirono prima in un collegio nella Capitale e poi, intorno agli 8-9 anni, a Milano. Proprio una vacanza a Roma segnò una svolta decisiva: Romina venne coinvolta dal mondo del cinema e iniziò a lavorare giovanissima. A soli 13 anni ottenne il suo primo ruolo grazie a un talent scout che la notò una sera mentre ballava; da quell’occasione nacque una carriera cinematografica fatta di un film dopo l’altro, a partire da un progetto con Ugo Tognazzi.
La scomparsa di Ylenia, la spiritualità e il rapporto artistico con Al Bano
Il racconto si è poi fatto più doloroso quando Romina ha affrontato il tema della scomparsa della figlia Ylenia, definito il momento più difficile della sua esistenza. In quella fase, ha spiegato, la spiritualità è stata un sostegno fondamentale: inizialmente la recita quotidiana del rosario le ha dato pace interiore, mentre in seguito il buddismo le ha restituito serenità. Proprio grazie a questo percorso spirituale, nel 2013 è riuscita a tornare sul palco con Al Bano, una possibilità che prima non riusciva nemmeno a prendere in considerazione.
Romina ha anche ricordato i tentativi, mai risolutivi, di fare luce sulla vicenda della figlia, compresi i viaggi a New Orleans, una città che Ylenia amava molto. Nulla, nemmeno le indagini ufficiali, l’ha mai convinta del tutto, e ancora oggi molte persone le ripetono di non perdere la speranza. Infine, l’artista ha riflettuto sul lungo sodalizio musicale con l’ex marito, spiegando come il periodo di massimo successo coincidesse paradossalmente con un forte disagio personale. La musica cantata con Al Bano, ha ammesso, non rispecchiava i suoi gusti, ma la interpretava per compiacere il pubblico. Brani celebri come Felicità o Il ballo del qua qua, inizialmente accolti con scetticismo o come un gioco, sono poi diventati simboli di un successo che lei stessa non immaginava e che, a volte, la metteva persino in imbarazzo.






