Roma, 9 gennaio 2026 – Paolo Sorrentino presenta a Roma il suo nuovo film La grazia, un’opera che si propone come un intenso saggio sull’interiorità del potere e sulle scelte morali che lo accompagnano. Il regista napoletano, accompagnato da Toni Servillo, Anna Ferzetti e Miriam Mariglia, ha illustrato il progetto in occasione della conferenza stampa, sottolineando con una nota di nostalgia la differenza tra la politica di ieri e quella di oggi.

La riflessione politica e umana di Paolo Sorrentino
Durante l’incontro con la stampa, Sorrentino ha espresso un sentimento di rimpianto per i politici di una volta, che interpretavano la politica come una vera e propria vocazione, in contrapposizione a quanto osserva nella realtà contemporanea, dove prevale spesso un approccio opportunistico: «Che nostalgia i politici di una volta! Quelli che interpretavano la politica come una sorta di vocazione piuttosto che come un’occasione, cosa che mi sembra essere il sentimento prevalente oggi. Il mio rapporto con la politica? È abbastanza in crisi come capita a molti della mia generazione».
Il regista ha inoltre affrontato il tema della decisione politica, rimarcando come la rapidità con cui oggi si prendono decisioni importanti susciti spesso dubbi e smentite immediate: «L’estrema risolutezza con la quale si prendono adesso le decisioni politiche lascia molti dubbi, tant’è che spesso si assiste poi a smentite del giorno dopo».
In merito al film, Sorrentino ha precisato che la figura del presidente della Repubblica, Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo, è del tutto indipendente da riferimenti reali, smentendo ogni accostamento a Sergio Mattarella: «Se si pensa bene, anche Scalfaro aveva una figlia e la formazione giuridica come l’essere cattolici sono una costante di molti presidenti della Repubblica».
La trama e la genesi di “La grazia”
La grazia racconta la storia di Mariano De Santis, un Presidente della Repubblica vedovo e profondamente cattolico, che si trova a fronteggiare due ultime e delicate richieste di grazia legate al tema dell’eutanasia, un argomento che investe la sua coscienza e la sua responsabilità personale. Il film, presentato come film d’apertura all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2025, vede ancora una volta la collaborazione tra Sorrentino e Toni Servillo, alla loro settima pellicola insieme, con Anna Ferzetti nei panni della figlia Dorotea, una giurista che condivide un rapporto complesso e profondo con il padre.
Servillo ha raccontato di essere rimasto colpito dalla sceneggiatura, che esplora un dialogo interiore tra tempo, memoria e responsabilità soggettiva: «Un uomo che nella sua interiorità intreccia continuamente un dialogo tra tempo, memoria e responsabilità soggettiva. Ora che questo tipo di elaborazione psicologica appartenga a un capo dello Stato mi è subito sembrata un’idea così originale e anche così efficace per moltiplicare gli interrogativi che il film pone».
La produzione ha scelto diverse location suggestive per le riprese, svoltesi principalmente tra Torino e Roma, con scene girate in luoghi emblematici come il Castello del Valentino, Palazzo Chiablese, l’Accademia delle Scienze, il Museo Egizio a Torino e il centro storico di Roma, tra Piazza di Spagna e Via dei Condotti. La campagna modenese, il Teatro alla Scala di Milano e Mantova hanno completato il ricco quadro ambientale del film.
Distribuito dalla PiperFilm, La grazia sarà nelle sale italiane a partire dal 15 gennaio 2026, con un’anteprima speciale dal 25 dicembre 2025 al 1º gennaio 2026, disponibile esclusivamente nelle proiezioni mattutine.



