Napoli, 16 gennaio 2026 – In occasione delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione della città, Napoli offre un affascinante viaggio nel mondo del melodramma europeo attraverso la mostra “Napoli rivive la grande scena”, ideata dall’Università Suor Orsola Benincasa. L’esposizione, che si tiene all’Arena Flegrea, rappresenta un tributo alla ricca tradizione lirica partenopea e all’eccellenza dell’artigianato teatrale italiano.
Un percorso tra storia e innovazione

La mostra si articola in tre sezioni distinte ma complementari: la prima espone i disegni originali e i bozzetti della Collezione Pagliara, che testimoniano la centralità dei Reali Teatri di Napoli nel panorama lirico internazionale ottocentesco. La seconda presenta la ricostruzione sartoriale dei costumi, frutto di un lavoro artigianale di altissimo livello, mentre la terza è un’area immersiva dotata di un “camerino virtuale” animato da ologrammi e tecnologie digitali, capace di offrire un’esperienza innovativa al visitatore.
Questa esposizione non solo celebra la storia del melodramma, ma valorizza anche mestieri artigianali quasi scomparsi, combinando la tradizione e la modernità in un racconto visivo e tecnologico unico.
Napoli in Scena: la scuola del ‘700 nel costume teatrale d’autore
All’interno del più ampio programma di Napoli 2500, rientra anche la mostra “Napoli in Scena – La Scuola del ’700 nel costume teatrale d’autore”, inaugurata il 22 ottobre 2025 all’Arena Flegrea con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (ABANA). Curata da Mariano Bauduin, l’esposizione presenta una selezione di costumi provenienti dal prestigioso archivio della compagnia “Gli Alberi di Canto Teatro”, uno dei più importanti d’Europa.
L’iniziativa si propone di celebrare l’altissimo artigianato sartoriale italiano e la tradizione teatrale napoletana, offrendo al pubblico la possibilità di ammirare autentici gioielli dell’arte sartoriale e degli allestimenti scenografici, trasformati in vere opere d’arte contemporanea. Accanto ai costumi, il percorso è arricchito da elementi scenografici originali “rigenerati” per un’esperienza espositiva coinvolgente e culturale.
Mariano Bauduin sottolinea come il costume teatrale rappresenti un linguaggio visivo fondamentale: “Il costume d’arte codifica identità e storia nella rappresentazione teatrale“, mentre la costumista Odette Nicoletti evidenzia che il costume è “un veicolo di informazioni che parla ancor prima che l’attore apra bocca”.
Queste iniziative, parte integrante delle celebrazioni per i 2500 anni di Napoli, testimoniano l’impegno della città nel preservare e promuovere un patrimonio culturale di valore internazionale, rafforzando il legame tra tradizione, innovazione e identità culturale partenopea. Dopo Napoli, la mostra “Napoli rivive la grande scena” inizierà un tour internazionale presso gli Istituti italiani di cultura, con tappe già previste a Strasburgo e Praga, per portare nel mondo la grande eredità lirica della città.






